“L’ambulanza non la chiamo, tanto muori stasera”

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“Respiri male? Noi l’ambulanza non la chiamiamo, tanto muori stasera… Anzi, ora ci firmi un foglio e ci lasci la casa”. Questa è una delle tante intimidazioni che alcune infermiere ed operatrici sociosanitarie avrebbero rivolto agli anziani pazienti, nella casa di riposo di Narnali in provincia di Prato.

Parole agghiaccianti, quelle pronunciate ieri in tribunale da parte dei due principali testimoni, nel corso del processo a carico delle 4 imputate coinvolte, che hanno scelto il rito ordinario (altri 9 imputati sono stati condannati nel Novembre 2016).  Ieri, come si legge su “La Nazione”, sul banco dei testimoni è salito il tirocinante infermiere Michele Corsetti, che insieme al “collega” Diego Longo, ha denunciato le malefatte del gruppo di operatori sanitari della struttura per anziani. Grazie a loro, le forze dell’ordine hanno portato alla luce centinaia di episodi di violenza fisica e verbale, che avveniva all’interno della struttura ai danni di diversi anziani. Il tirocinante, ha ribadito di come fossero incessanti i sbeffeggiamenti e le umiliazioni da parte dell’infermiera tutor. Per questo motivo non sarebbe riuscito ad intervenire quando dovette assistere all’episodio della anziana che respirava male: “Volevo imparare la professione e mi sono trovato davanti gente così…”. Dopo la denuncia alle autorità, Corsetti ha continuato ad acquisire prove autonomamente.

Sono stati molti i filmati del giovane, fatti con lo Smartphone dove si vede chiaramente ciò che succedeva all’interno della struttura.

Una paziente, allettata e incapace di muoversi, sarebbe stata ingiuriata in più occasioni con epiteti pesantissimi a sfondo sessuale. La registrazione è ora agli atti del processo.

Rispondendo alle domande di Antonino Denaro, avvocato difensore di M. C. L, il testimone è sbottato:

“Quella donna mi fa schifo, mi auguro di non vederla mai più. Nessuno dovrebbe trovare un’infermiera come lei”.