Lavorare meno migliora il nostro stile di vita

La ricetta svedese della felicità funziona davvero?

 

Il lavoro, per la maggior parte di noi, occupa esattamente l’intero arco della giornata. Con una media di otto ore, passiamo la stragrande maggioranza del nostro tempo occupati con il nostro impiego. Forse, per quanto riguarda l’Italia non è un discorso che può andare bene a 360 gradi, ma le persone che lavorano sono intrappolate nel dovere. Quando poi siamo liberi, cerchiamo in tutti i modi di ritagliarci degli spazi che ci consentano di tornare in contatto con noi stessi e con la nostra vita sociale.

Perché il problema è che il tempo non ci basta mai, tutta la settimana diventa una continua lotta contro questo titano che non ci dà tregua. Non abbiamo mai tempo e i fine settimana diventano un inferno, perché concentriamo tutto negli unici due giorni liberi. Quando ci rilassiamo? Bella domanda, a cui qualcuno nel Nord Europa ha provato a dare una risposta, finalmente!

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Il lavoro full-time occupa gran parte della giornata.

La ricetta della Svezia

Lo slogan di questa iniziativa è “Lavorare meno, lavorare tutti”.

Già 13 anni fa una nota azienda automobilistica aveva adottato un orario di lavoro ridotto portando dei benefici non solo ai propri dipendenti, ma anche ai suoi profitti, aumentati ben del 25%!

La quantità del lavoro, quindi, non va a discapito della qualità.
Da aprile dello scorso anno l’intuizione è diventata una grande idea di successo per tutto il paese. Ma quali sono le ragioni che hanno spinto il governo svedese verso questo nuovo stile di vita?

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Più tempo da dedicare a se stessi.

Dipendenti meno stressati, che non sono costretti a fare per troppo tempo consecutivo le stesse cose, portano beneficio. Una giornata di lavoro full-time, infatti, prevede delle pause fondamentali per la concentrazione, ma che allo stesso tempo distolgono il lavoratore da quello che stava facendo. Paradossalmente, è una perdita di tempo maggiore che lavorare meno ore, perché quelle otto ore non sono mai effettive. Ribadiamo la necessità delle pause, altrimenti la giornata lavorativa sarebbe insopportabile!

Lavorare tutto il giorno, inoltre, complica la gestione della propria vita al di fuori dell’ufficio. Questo provoca insoddisfazione e frustrazione nelle persone, che riversano le loro tensioni nel lavoro e che gradualmente si portano a casa, come un fardello che cresce ogni giorno di più. Da qui la scarsa produttività, la stanchezza cronica e la voglia costante di evasione, che non sempre può essere interpretata come sintomo di coraggio. Significa senso di non appartenenza, il cosiddetto sentirsi ‘fuori luogo’, che potrebbe compromettere anche le relazioni professionali.

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Lavoro per troppo tempo meccanico e ripetitivo.

Crocevia tra stress e felicità

Gli svedesi hanno quindi scoperto come vivere più serenamente e hanno dimostrato che lavorare meno ore a settimana porta un beneficio mentale e fisico. Le persone mantengono lo stesso stipendio, pur lavorando meno ore a settimana. Ci si ammala di meno, per questo l’azienda non avrà assenze di lavoratori e meno spese da sostenere.

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Nuova formula meno stressante.

I benefici economici arrivano anche alle aziende, perché diminuisce l’avvicendamento dei lavoratori e si registrano più utili. I dipendenti sono motivati, lavorano meglio e con più tranquillità, non si creano tensioni sul posto di lavoro.

Al di fuori dell’ufficio le persone hanno tempo per dedicarsi alla famiglia, allo sport, ai propri hobby, insomma godersi il tempo libero.

Si potrebbe iniziare a pensare questa come regola e non solo una semplice eccezione!