Neonata di quattro mesi avvolta nell’esplosivo: l’avrebbero fatta saltare in aria per uccidere

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Una neonata di soli 4 mesi è stata trasformata in un ordigno esplosivo. Succede in Afghanistan, dove la scorsa settimana, 5 persone sono state fermate dalla polizia mentre cercavano di entrare a Kunduz, cittadina a nord del paese. Del gruppo terroristico, faceva parte anche una donna che aveva in braccio una bimba avvolta nelle coperte.

Solo dopo un accurato controllo, gli agenti si sono accorti che la piccola era imbottita di esplosivo.  Secondo quanto ha dichiarato la Direzione nazionale della sicurezza (National Directorate of Security, Nds), gli arrestati avevano occultato l’esplosivo sul corpicino della neonata per cercare di eludere i controlli ed entrare a Kunduz dove volevano compiere un attentato. Il ritrovamento ha gettato nello sconforto centinaia di Afgani: “L’uso dei bambini nei conflitti armati è l’atto più brutale e crudele, perché è categoricamente proibito dalla sharia islamica e dalle leggi vigenti nel Paese”, ha commentato Sowita Abulrahizai, vice capo della Commissione Indipendente per i diritti umani in Afghanistan. “I bambini, sono i soggetti più vulnerabili, sono innocenti e devono essere protetti e aiutati”. Nel corso di questa sanguinosa guerra, i Talebani hanno usato molte volte bambini innocenti per realizzare attentati. “La strategia dei talebani di reclutare i bambini è cinica e crudele, oltre che illegale”, ha dichiarato Patricia Gossman, ricercatrice di Hrw per l’Afghanistan.

“I talebani negli ultimi anni hanno agito in maniera sempre più violenta perché sanno che i loro slogan non riescono più ad attrarre la gente.

Le persone adesso hanno capito la vera natura dei talebani e provano rabbia e odio verso di loro”

, ha concluso Abulrahizai. Secondo gli ultimi dati pubblicati da Unama, la Missione di Assistenza Onu in Afghanistan,

da gennaio a settembre del 2017 sono stati 2.640 i morti tra i civili. Di questi quasi settecento erano bambini.