Parco nazionale dell’Asinara: cosa visitare in un weekend

 

Il Parco nazionale dell’Asinara sorge nella provincia di Sassari e più precisamente nel Comune di Porto Torres, in Sardegna. Un angolo nascosto, un paradiso a cielo aperto, noto a tutti per la presenza del carcere di massima sicurezza per mafiosi e componenti delle Brigate Rosse negli anni ’70. Ma il Golfo dell’Asinara comprende anche un parco naturalistico e un’area marina protetta, in cui potrete osservare le specie più caratteristiche di flora e fauna della nostra Penisola.
La presenza umana all’Asinara sembra risalire addirittura al neolitico e nel corso dei secoli è stata definita l’Isola del Diavolo, per la sua natura estremamente selvaggia. Durante la Prima Guerra Mondiale veniva adoperata come Stazione Sanitaria di quarantena e campo di prigionia, ma per leggere la storia completa del Parco vi invitiamo a leggere qui.

Il Parco è composto da diversi sentieri tematici, realizzati su strade sterrate e mulattiere. Quindi, è consigliabile visitare l’isola con una guida turistica sia a bordo di una jeep che con attività escursionistiche di trekking, ma anche via mare.
Il Territorio dell’Asinara conserva una Flora e una Fauna incredibile con ben 700 specie botaniche, oltre 80 specie di vertebrati terrestri. Fra le specie da non perdere: l’asino bianco, il falco pescatore, il barbargianni di Sardegna, il muflone e l’uccello delle tempeste.

Il Parco dell’Asinara si estende per 25 km. Quindi, è molto semplice visitare le sue maggiori attrazioni in un solo weekend. Vediamo quali.

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Il Castellaccio

1. Il Sentiero del Castellaccio alla scoperta dell’Area di Fornelli

Il Castellaccio è una struttura medioevale semi-diroccata, imponente per le sue torri angolari e posta a fianco di uno sperone, che sovrasta tutto lo stretto di Fornelli. Alcuni fanno risalire la sua costruzione al corsaro Barbarossa, altri ai marchesi Malaspina, ma attualmente viene adoperato come punto di vedetta e di sorveglianza nel Parco. Il sentiero è lungo 8.3 km e dura circa due ore e mezza. Si parte dal molo di Fornelli proseguendo prima verso la visita del carcere.

2. Il Sentiero dell’acqua: le manifestazioni dell’ambiente idrogeologico dell’Isola

Scoprire l’acqua nelle sue mille forme: questo sentiero vi lascerà a bocca aperta. Per una sosta è indicata la Postazione di Punta Salippi, una vecchia stazione di guardia. I ponticelli, i pozzi, gli abbeveratoi, le sorgenti, le piccole dighe e il mare alle spalle: l’acqua vi accompagnerà lungo tutto il percorso di circa due ore.

3. Il Sentiero della Memoria: tutto ciò che è stato e che è l’Asinara

Oltre alla flora e alla fauna presenti grazie a Madre Natura, chi ha abitato questi luoghi? Se volete ripercorrere la Storia della Riserva naturale dell’Asinara, il Sentiero della Memoria è il percorso ideale. Scoprirete la villa del Direttore Sanitario, l’ex spaccio sanitario, la scuola, gli alloggi, l’ufficio postale. Da non perdere è Campo Faro, con il piccolo cimitero degli italiani, che ospita le spoglie dei militari caduti all’Asinara nel 1916. Proseguendo fino a Campu Perdu, troverete un altro carcere dalla forma quadrangolare, le Domus de Janas, grotte o tombe prenuragiche, e l’Ossario Austro-ungarico, con la spoglie di oltre 5000 prigionieri della Prima Guerra Mondiale.

4. Il Sentiero dell’Asino bianco per un incontro ravvicinato con gli animali

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L’Asino bianco

Li troverete in ogni parte dell’isola: non abbiate paura di un incontro ravvicinato con l’asino bianco. Il sentiero parte da Cala Reale, una zona che in passato ospitava le strutture sanitarie per gli equipaggi delle navi colpite da malattie infettive e che oggi conserva ancora il Palazzo Reale, sede del Parco e del Ministero dell’Ambiente.

5. Cala d’Oliva: la foresteria dove dormirono Falcone e Borsellino

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Cala d’Oliva

Il villaggio di Cala d’Oliva è un piccolo paese costiero, fatto di case bianche, e dove un tempo erano concentrate la maggior parte delle strutture carcerarie, come gli uffici della Direzione, la Caserma degli Agenti, le officine, le strutture penitenziarie del Bunker (la famosa “discoteca” di Totò Riina). La cittadina è veramente caratteristica, così come la piazzetta centrale con il belvedere e la chiesa. Il percorso vi porterà fino all’edificio della Nuova Foresteria, sede della Caserma della Forestale, oggi Centro di Educazione Ambientale del Parco. Un tempo, quella che è l’ex foresteria, nel 1985, ospitò per un mese Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, quando stavano preparando il maxi processo contro la mafia.

6. Il Sentiero del Faro: il punto più selvaggio del Parco

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Faro di Punta Scorno

Preparatevi alle zone più selvagge e impervie dell’isola, per un sentiero che dura più di 5 ore. Stiamo parlando del Sentiero del Faro: da Cala d’Oliva dovrete dirigervi verso Punta Sabina, conosciuta anche come Cala dei Ponzesi, fino ad arrivare al Faro di Punta dello Scorno. Durante il percorso troverete ad accogliervi la più bella spiaggia dell’isola, Cala d’Arena, ma anche una colonia di esemplari di asino grigio sardo. L’intero percorso è facile, ma molto lungo. Quindi, meglio che siate accompagnati da una mountain bike.

 

 

Fonti: sardegnadigitallibrary.it; itenovas.com; 67.media.tumblr.com; maurosanna.it; asinaragarbocharter.com.

di Valentina Varlese