Perché il primo maggio si festeggia la Festa dei Lavoratori?

Scopriamo insieme le origini di questa giornata.

 

Perché il primo maggio è la festa dei lavoratori? Sappiamo che è un giorno rosso che più rosso non si può, anzi, è il giorno rosso per eccellenza, nel quale l’Italia dovrebbe fermarsi a riflettere sulla condizione attuale dei lavoratori. Di solito questa giornata è legata a grandi eventi come il concertone del primo maggio, ma anche a gite fuori porta. Ma lo sapete perché la festa dei lavoratori si celebra proprio il primo maggio? Cerchiamo di riscoprire il senso di una giornata che dovrebbe essere molto importante.

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Charlie Chaplin in Tempi Moderni

Il primo maggio è la Festa del Lavoro o Festa dei Lavoratori, che viene celebrata ogni anno per ricordare l’impegno del movimento sindacale e i traguardi e i diritti ottenuti dai lavoratori. Non tutte le nazioni del mondo riconoscono questa giornata, nella quale si ricordano tutte le battaglie operaie che hanno permesso ai lavoratori di ottenere diritti di cui godiamo ancora oggi, come la giornata lavorativa di 8 ore.

L’origine della festa è americana e porta la data del 5 settembre 1882. E’ merito dei Cavalieri del lavoro, che due anni dopo decisero di festeggiare la giornata ogni anno. Alcune organizzazioni sindacali scelsero la data del primo maggio. Si scelse definitivamente questa data in seguito agli incidenti avvenuti a Chicago nei primi giorni di maggio del 1886, in occasione della rivolta di Haymarket: molti i manifestanti che morirono dopo le cariche della polizia.

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Una donna operaia durante la guerra

In Europa la festa venne ufficializzata dai dai delegati socialisti della Seconda Internazionale di Parigi, nel 1889. In Italia arriverà due anni dopo, anche se nel ventennio fascista venne abolita (il regime preferì festeggiare la Festa del lavoro il 21 aprile, in occasione del Natale di Roma), per poi ritornare nel 1945.