Perchè non dovresti lavorare di notte

 

Chi lavora di notte soffre di malessere diffuso, dolori, torcicollo, poca voglia di vivere o sonnolenza. Ci si sente in questo modo perché lavoriamo molto e dormiamo poco.  Se la sera, anziché riposare, ci mettiamo in condizione di essere abbagliati dalla luminosità delle lampade dell’ufficio o di casa, i nostri livelli di melatonina ne risentono.

Luce a onde corte può migliorare l’efficienza della secrezione di cortisolo al risveglio, che gioca un ruolo importante nell’elaborazione dei glicogeni in glucosio.

Tale correlazione è stata conferamta da una recente ricerca. I soggetti – tutte donne – su cui è stata effettuato lo studio sono stati divisi in due gruppi, in base alle loro condizioni di lavoro: 10 impiegati nel gruppo “luce”, altri 10 nel gruppo “non luce”.

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Lavorare di notte non ci fa bene

Durante la ricerca è stata verificata anche l’eventuale presenza di disturbi psicotici, la gravità dei sintomi di depressione e la qualità del sonno.

Dopo aver analizzato i dati, i ricercatori hanno verificato che i livelli di cortisolo tra i due gruppi erano decisamente differenti per quanto riguarda i campioni di saliva estratti alle 10 di sera dell’ultimo giorno: maggiori per il gruppo notturno, minori per quello diurno.

Per i livelli di melatonina, invece, il gruppo diurno ha rivelato livelli più bassi del notturno alle 8 del mattino, ma più alti alle 10 di sera.

Incrociando questi dati con quelli dei questionari a cui i soggetti si sono sottoposti, livelli più alti di cortisolo alle 10 di sera sono stati collegati a disturbi psicotici minori e a sintomi di depressione, mentre livelli di melatonina più bassi, sempre alle 10 di sera, sono stati collegati a sintomi di depressione e una bassa qualità del sonno.

Significa che i livelli di cortisolo e melatonina, indicatori generali di benessere fisiologico, provano scientificamente  che lavorare di notte significa vivere un po’ peggio.

 

di Marianna Feo