Weekend nel Parco nazionale d’Abruzzo: itinerari e sentieri da scoprire

 

Il Parco Nazionale d’Abruzzo nacque nel 1922 ed oggi registra oltre un milione di visitatori all’anno. Il più antico ed importante d’Italia, è una riserva naturale che si estende su 50.683 ettari interessando 24 Comuni nelle Regioni di Lazio, Molise ed Abruzzo. Perdersi lungo sentieri di rara bellezza, ad osservare elementi di flora e fauna unici al mondo è un’esperienza da vivere almeno una volta nella vita.
Se non amate il mare e le spiagge, regalatevi un tipo di vacanza diverso, non solo d’inverno, ma anche in estate. Il Parco offre diversi tipi di attività: musei, aree faunistiche, escursioni a piedi ed a cavallo, giri panoramici in pullman, programmi di volontariato e campi ecologici.

Per godere del contatto diretto con la natura non c’è niente di meglio delle escursioni a piedi. Gli itinerari da seguire sono tantissimi (circa 150) e sono divisi in 4 zone, contraddistinti da una segnaletica specifica, divisi per durata e per complessità.

Un piccolo museo molto suggestivo, ad esempio, è quello del Camoscio nel suggestivo centro storico di Opi. Da un punto panoramico è possibile osservare addirittura i camosci in semilibertà. Ci troviamo nel cuore dell’Appennino centro-meridionale, da Villetta Barrea a Passo Godi, dal Passo del Diavolo al Lago Vivo: seguite i nostri consigli e partite alla volta dei sentieri più belli da percorrere.

1. La Val Fondillo: tra camosci e orsi

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Grotta delle Fate

Passeggiate a piedi, trekking ed escursioni: la Val Fondillo è un’accogliente vallata da cui si diramano tantissimi sentieri, tra cui quelli più semplici per le famiglie con bambini. Qui trovate una mappa. Con soli 20 minuti di cammino potete raggiungere la “Grotta delle Fate“, mentre molto più impegnativo ma degno di nota è il “Percorso dell’Orso“, che, se siete fortunati, vi permetterà di vedere l’orso marsicano. Per incontrare i camosci al pascolo, invece, dovrete praticare la traversata dei Tre Confini, di Forca Resuni, della Valdirose e di Civitella Alfedena. Il “signore delle vette” abruzzesi attenderà i più avventurosi.

2. La Camosciara: il cuore del Parco

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La Cascata delle Ninfe

La Camosciara è uno spettacolo a cielo aperto: un vallone che ospita lupi, camosci, cervi, orsi, linci, nel cuore del parco con boschi fittissimi e pendii ripidi che lo chiudono. Seguendo la statale 83 Marsicana fino al Casone Antonucci, inizierà la Camosciara, situata tra Pescasseroli e Villetta Barrea: lasciate l’auto e proseguite a piedi o in bici. Dopo poco vi troverete di fronte alla cascata delle Ninfe e dopo un’ora di cammino al Piazzale Alto. I torrenti ed i flussi d’acqua che scenderanno dalle montagne fino a valle costituiranno una scena incredibile.

3. Il Lago Vivo: uno specchio d’acqua suggestivo

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Il Lago Vivo

Situato a quota 1600 metri ed alimentato dal fiume Sangro, il lago Vivo è un sentiero che parte dalla località Fonte Sambuco e che richiede 5 ore dal centro abitato di Barrea per dirigersi verso Alfedena. Dopo la faggeta della Valle dell’Inferno si arriva al Valico del Buon Passo dove potrete osservare un’effigie della Madonna delle Grazie a protezione dei viandanti. Nella conca è incastonato lo splendido lago, che raggiunge il livello massimo in primavera.

4. La Foresta di Valle Cervara: un patrimonio naturalistico con oltre 500 anni di età

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Valle Cervara

Decine di ettari di superficie fanno parte della Foresta di Valle Cervara, candidata a diventare patrimonio dell’Umanità con specie naturali di oltre 500 anni di età. È una delle foreste vetuste più importanti d’Europa, ospitando faggi e alberi di latifoglie dalla bellezza incredibile. Oltre ai sentieri da percorrere da soli, potreste pensare di usufruire di una guida qualificata che vi metterà al corrente dei segreti della foresta e sul cammino potreste incrociare a valle l’orso bruno marsicano.

5. Il Passo del Diavolo nel piccolo paesino di Gioia Vecchio

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Il Passo del Diavolo

Nel comune di Gioia dei Marsi, a circa 1000 metri d’altezza sul livello del mare, si erge il Passo del Diavolo, da cui è nato anche l’omonimo Rifugio. Si tratta di un’escursione dal fascino assolutamente particolare, che non vi stancherete di amare una volta incontrato il paesino semiabbandonato di Gioia Vecchio.

Fonti: wikipedia.it, i258.photobucket.com, discovertheotheritaly.com, 1.bp.blogspot.com, improntalaquila.org, verbavolantblogdotcom.files.wordpress.com, mountainforest.org.

di Valentina Varlese