Cosa succede al corpo se smetti di fare sesso

I lati positivi e negativi dell'astinenza sessuale

 

Fare sesso comporta dei benefici al nostro corpo, grazie alla stimolazione muscolare e al lavoro aerobico.  Se smettiamo la nostra attività sessuale, possono fare seguito delle difficoltà come una maggior fatica nel gestire lo stress o il rilassamento del pavimento pelvico. Ci sono, però, anche dei lati positivi. Ecco cosa accade al corpo quando si vive un periodo di astinenza sessuale.

La vagina si restringe

È una falsità. Anche se è vero che i tessuti della vagina possono rilassarsi durante il periodo di astinenza. Torneranno nuovamente tonici quando si riprenderanno i rapporti sessuali, senza alcun problema.

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Cosa accade se non facciamo sesso

Il sistema immunitario diventa più vulnerabile

Sembra che l’attività sessuale potenzi le difese immunitarie. Il rovescio della medaglia è che attraverso i rapporti sessuali si è più esposti a malattie infettive.

Il desiderio potrebbe calare

Alcuni esperti sostengono che una regolare attività sessuale mantenga alta la libido, mentre l’astinenza riduca il desiderio sessuale. Si tratta però di una questione molto soggettiva.

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Cala il desiderio

Si è più stressate

Alcuni studi hanno dimostrato che le persone che hanno regolari rapporti sessuali riescono a gestire meglio lo stress.

La salute cardiovascolare potrebbe soffrirne

Una buona vita sessuale rafforza il cuore, per cui – durante i periodi di astinenza  – potreste  svolgere dell’attività fisica aerobica alternativa.

Si potrebbero avere problemi di lubrificazione

Dopo un periodo di astinenza, potrebbe essere utile l’utilizzo di un gel lubrificante per evitare attriti eccessivi.

Si riduce il rischio di infezioni del tratto urinario e malattie sessualmente trasmissibili

Con l’astinenza si può avere  una protezione migliore contro questi rischi.

Il cervello non viene stimolato

Gli scienziati avrebbero dimostrato che l’attività sessuale aumenta la crescita dei neuroni nell’ippocampo (che svolge un ruolo importante per la memoria a lungo temine).

Fonte: marieclaire.it