Unioni civili: ecco come la moda supporta (da sempre) la causa

Da collezioni di moda a messaggi sui social e manifestazioni, la moda ha sempre supportato il same sex marriage

 

L’amore è di tutti. Il concetto è stato affermato più volte nell’ultimo periodo in occasione del dibattito sulle unioni civili, moda inclusa, sebbene l’industria abbia abbracciato da molto l’accettazione e l’uguaglianza come suoi principi base.

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D&G Family

La scorsa estate in America è stata riconosciuta la possibilità di sposarsi a coppie dello stesso sesso e il paese si è sempre dimostrato all’avanguardia da questo punto di vista. Già prima della decisione della Corte Suprema, infatti, tanti designer hanno sposato i loro compagni: tra gli altri Tom Ford, Michael Kors, Narciso Rodriguez. Negli USA la manifestazione per i diritti dei gay è iniziata fin dal 1986, anno del primo vero segno che il settore del fashion si sarebbe impegnato per i diritti di questa comunità. Quell’anno Barneys New York indice la prima raccolta fondi contro l’AIDS in occasione dell’apertura del suo negozio femminile a downtown. Andy Warhol, Keith Haring e altri artisti creano delle giacche personalizzate per Madonna e altre celebrità. Negli anni ’90 le vetrine di Barneys Madison Avenue sono allestite con torte nuziali tra cui alcune con in cima riproduzioni di coppie dello stesso sesso. Sebbene il matrimonio non era ancora contemplato allora, quello fu un segno dell’inizio del cambiamento.

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Ray-Ban Never Hide

La moda non è mai stata in silenzio sulla questione diritti civili. Nel 2007 Ray-Ban ha lanciato una campagna pubblicitaria intitolata Never Hide, in cui sono ritratti due uomini mano per la mano in un background anni ’50. Nel 2011 la vetrina di Marc Jacobs nel West Village a Manhattan era sulla bocca di tutti: una coppia femminile di manichini si apprestava a sposarsi sotto un arco di fiori. Un messaggio recitava così: “Marc Jacobs e the Human Rights vi chiedono di supportare i matrimoni gay nello stato di New York”.

Più di recente, nel 2014, il colosso svedese H&M ha supportato l’organizzazione Civil Rights Defenders con la creazione di una collezione di braccialetti arcobaleno. L”iniziativa prevedeva la donazione di 4 milioni di corone svedesi per ogni pezzo venduto.

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I braccialetti di H&M

Quest’anno si è tornato a parlare in tutto il mondo dei diritti umani e civili, soprattutto per il caso italiano. Dolce&Gabbana ha supportato il ddl Cirinnà con la collezione D&G Family, che include accessori e abbigliamento con stampe di diversi tipi di famiglie, tra cui quelle dello stesso sesso – un messaggio che si oppone del tutto a quello lanciato lo scorso anno durante un’intervista al settimanale Panorama, in cui Domenico Dolce affermò di essere del tutto contrario alle coppie omosessuali e di supportare una famiglia tradizionale.

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La borse di D&G della collezione D&G Family

A San Valentino, Adidas ha postato su Instagram una foto di una coppia tutta al femminile con la frase “The love you take is equal to the love you make” (L’amore che ricevi è lo stesso di quello che dai), tratta dalla canzone “The End” dei Beatles. La risposta è stata molto forte, purtroppo sia in senso negativo che positivo.

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Il post di Adidas

Stessa cosa per un altro brand made in Italy, Yamamay che ha dato il suo sostegno alla manifestazione “Svegliati Italia” con un post su Facebook e Instagram.

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Il post di Yamamay

Il silenzio non è mai stato appannaggio della moda che, sebbene considerata da molti un settore “di nicchia”, non fa altro invece dimostrare il suo coinvolgimento pieno nell’attualità e, addirittura, di anticipare di gran lunga i tempi.