La Malamamma Enigmistica. Le 21 parole che odio. Parte prima A-M

Ci sono parole che ti aprono mondi e ci sono mondi chiusi in cui si usano sempre le stesse. Alcune provocano eczemi atopici solo a sentirle pronunciare. A mio avviso le più pruriginose. E le vostre?

Attimino

Lo so, è facile e banale. E’ la croce rossa dei neologismi.
Tutti lo odiano ma la sua estinzione è lentissima,purtroppo.
Lo ritrovi in bocca a chi meno te l’aspetti come un soufflè a un crudista. La sua formulazione provoca fitte addominali come neanche un’appendicite sa fare. Solo le virgolette mimate con le dita possono eguagliarlo.

Buffet

Stare in piedi con la scioltezza di uno uno stoccafisso a cercare di capire come tagliare la lasagna senza far uscire qualcosa, che suppongo trattasi di besciamella, non mi piace.

Non mi piace quando non capisco se posso intervenire o meno in aiuto di qualcuno che si sta ustionando con una crocchetta mentre mi parla di espressionismo tedesco.

Non mi piace quando il vino è chiuso, e si crea una cospirazione carbonara per capire chi si deve prendere la bega di chiedere l’apribottiglie al padrone di casa passando per l’ etilomane di turno.
E di solito a nessuno piacciono le patacche che vengono puntualmente lasciate da commensali erranti sulle tovaglie mentre i pathè,traghettati da tartine quasi sempre floscie,passano dal piatto alla camicia.

A saperlo fare...
A saperlo fare…

Contatto

Contatto coatto per la precisione.Il bacetto soprattutto.

Quanti te ne devo dare? due?tre alla francese?

Perchè nella maggiorparte dei casi si sbaglia e si crea un imbarazzo che si taglia con un macete.

Ipotesi:

1. si rimane appesi aspettando il secondo,

2. si sbaglia lato e si finisce con una nasata,

3. si fa la figura dei crinolinici e lo si da per finta

4. si fa la figura deglì emu e ci si da una zigomata.

Un momento che detesto e che colgo l’occasione per dichiarare pubblicamente che abolirei.

Dove come quando.

Dove andiamo? E’ una domanda che inserita in un contesto di flanerie notturna indica,nella maggiorparte dei casi, un capolinea.

Chiedersi dove andare alle due di notte implica sempre fare i conti con un intimissimo sottotesto che vorrebbe dire :a casa.

Pochissime volte si ha un’idea geniale e in quei casi quasi mai si riesce ad avere il riflesso abbastanza lesto da approfittarne.

A meno che non si debba vagare di mestiere(scrittori o artisti in cerca di visioni), per esigenza (novelli cuori solitari che non potrebbero schiacciare il suol del materasso che li vide insieme fino a ieri) o per malattia ( insonni della setta dei La roche).

Evocativo.

Un altro aggettivo che ha fatto una brutta fine,poveretto.

Inserito nei dei cataloghi d’arte per dare un senso (vago) a performance basate su un horror vacui che diventa cifra stilistica, si sgancia da un romanticismo wagneriano per diventare preda di curatori senza scrupoli.

Fuorigioco.

So di infliggere un duro colpo alle Redstockings ma è vero, noi donne non lo capiamo e non lo capiremo mai. Nella totale carneficina dei neuroni che avviene davanti a una partita di calcio si discute per ore riguardo a questo.
Anche le più informate ,che magari hanno capito cosa sia, non potranno mai gustare il piacere che prova un uomo a parlare per ore di questo,(soprattutto davanti a una donna che non lo capisce, revanchismo da non capiti “in quei giorni”)

Bastava dirlo!
Bastava dirlo!

Guelfi e ghibellini.

Mi sbaglio sempre,confondo chi era chi e soprattutto chi difendeva chi.
Mi viene il dubbio e vado su Wikipedia e scopro che esistono i guelfi bianchi e quelli neri e che ci sono città guelfe e città ghibelline.E allora mi sento piccola,inutile e ignorante e per frustrazione mi schiero con chi definisce il medioevo un periodo buio e se ne ricorda solo la peste e le crociate.

Hanna montana

Questi fenomeni mi ricoradano che sono cresciuta.Non potrei mai vedere un film del genere,impazzirei al secondo fotogramma e correrei a strafarmi di botox.Ti senti vecchia,fuori uso e conscia di essere passata dall’altra parte.Sei il gentore fuori la porta non il figlio che dentro la camera urla non mi capisci.

La I

Di iPhone, iMac,itim. non l’ho mai capita e mi sento I diota.

Leroy Merlin.

Il tempio del bricolage,dove il trabbattello e la saldatrice sembrano avere un perchè prima di diventare dei ready made nelle nostre case. Trovo un atto di delinquenza aprire posti che forniscano materiale per irreversibili crisi di coppia. Lo-monto -io -il- parquet -in -rovere-Jatoba e un pò come dire :sono bigamo.

E' ikea ma concettualmente è la stessa cosa.
E’ ikea ma concettualmente è la stessa cosa.

Meteo

L’ossesione delle previsioni.
Alle quattordici e trentatue dicono (chi?) che pioverà.

I nuovi oracoli telematici da interpretare,la caparbia ostinazione di chi ha organizzato un pic nic nonostante un’ App chiosi di chiudersi in casa.

Primi fra tutti coloro che ti chiamano da Trapani,ti chiedono il tempo,e già li odi, e suggellano la fine di ogni rapporto asserendo: “strano che c’è il sole avevano detto che pioveva,vedrai pioverà”.
No comment.