Si può allattare col seno rifatto?

Abbiamo cercato di fare chiarezza su un tema molto importante: l'allattamento

Allattare al seno è il gesto naturale che fa bene alla salute della mamma e del bambino, al punto che gli esperti raccomandano il latte materno come nutrimento primario almeno per i primi 6 mesi di vita. Oggi, però, sempre più donne si sottopongono a interventi chirurgici per aumentare o diminuire la grandezza del seno. Una delle domande più frequenti che viene rivolta agli esperti è se con un seno rifatto si può allattare allo stesso modo che con quello naturale. Scopriamo insieme cosa cambia tra un seno naturale e un seno rifatto!

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Le protesi mammarie possono ostacolare o impedire l’allattamento?

Dipende dal tipo di intervento e in che modo viene eseguito. La mastoplastica additiva, l’intervento che permette attraverso l’inserimento di protesi mammarie di aumentarne le dimensioni, ha meno rischi di danneggiare la ghiandola mammaria rispetto a una mastoplastica riduttiva, con la quale invece parte della ghiandola viene asportata e rimaneggiata.

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Durante la gravidanza il seno con le protesi aumenta di volume come quello naturale?

Si. La presenza della protesi non influisce sugli stimoli ormonali che durante la gravidanza portano all’aumento del seno e quindi alla montata lattea.

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Allattare con le protesi è pericoloso?

Non esistono né rischi né controindicazioni. Si può allattare tranquillamente con le protesi al seno: non vi è pericolo che il silicone di cui sono fatte possa entrare nei dotti mammari. Il consiglio è di sottoporsi prima di iniziare l’allattamento a un’ecografia, o una risonanza magnetica, per studiare le protesi.

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L’allattamento con le protesi è più difficile?

Le incisioni intorno all’areola del capezzolo solo in casi rari possono comprometterne la funzionalità. Ma protesi eccessivamente voluminose o sproporzionate rispetto alle dimensioni anatomiche possono causare una compressione della ghiandola e quindi influire negativamente su tutto il percorso di allattamento.