Fa causa all’ospedale, dopo aver allattato, con l’inganno, il figlio di un’altra donna

Questa storia è riportata sul famoso giornale New York Post. Una donna di nome Melissa Richman, di Montvale, ha dichiarato che, dopo il suo parto, ha allattato per ben 2 minuti, il figlio di un’altra donna. Le infermiere le hanno dato tra le braccia, il 30 settembre, alle ore 4:30 del mattino, un altro bambino.

“Sinceramente ero stremata dal parto, trasformatosi poi in un’operazione, un cesareo. Ero imbottita di farmaci, dolorante. Non ero lucida ne in grado di controllare ciò che accadeva intorno a me”, racconta la donna. “Mi hanno dato questo bambino, che sarebbe dovuto essere mia figlia, invece era un maschio e come è bene fare, l’ho subito attaccato al seno, mentre i miei occhi si chiudevano. L’ho tenuto attaccato per 20 minuti, dopo i quali un’infermiera me lo ha strappato tra le braccia, comunicandomi l’errore. Poi mi ha portato mia figlia Scarlett, ma l’altro bambino aveva già bevuto il mio colostro”, prosegue.

Il colostro è una sostanza che la mamma produce prima dell’arrivo della montata lattea e aiuta a favorire la digestione di un neonato e rafforza il sistema immunitario, liberando il corpo dalle tossine. “Mia figlia è stata ingiustamente privata del suo colostro. Per me è stata una cosa orribile e credo che lo sarebbe stata per ogni madre. I successivi giorni, invece di godermi la nascita di mia figlia e passare dei bellissimi momenti con lei, mi hanno costretta a sottopormi a vari esami del sangue, per assicurarsi che io non potessi aver trasmesso alcuna malattia all’altro bambino. Lo staff dell’ospedale era molto preoccupato per il caos provocato. La cosa che più mi ha dato fastidio, sapete cos’è stata?.

L’infermiera mi ha lasciato in confusione, mi ha strappato quel bambino, poi mi ha portato Scarlett e subito me l’ha attaccata al seno, senza pulire la saliva dell’altro bambino…

Ogni giorno ripenso che avrei potuto riportare a casa il bambino sbagliato, perché dicevano di aver dimenticato il braccialetto…

Sono stata privata dell’opportunità di legare in modo adeguato con mia figlia quelle prime settimane, perché ho dovuto aspettare il test del DNA, che confermasse all’ospedale che, questa volta, quella fosse davvero mia figlia.”

Secondo il New York Post, adesso questa mamma è in causa con la corte statale di Hackensack, per negligenza e danni morali.