Donna incinta

Parto naturale o parto cesareo, cosa sapere

Parto naturale o parto cesareo? Come scegliere? Qual'è il più giusto?

Ogni donna affronta la gravidanza in maniera diversa e tutte si chiedono se sia meglio il parto naturale o parto cesareo.

Molte nel bel mezzo di un parto naturale, tra dolori non indifferenti hanno implorato il cesareo, ammettendo poi che la prima tipologia sia la migliore quella che dona più emozioni.

Molte le leggende metropolitane che avvolgono il parto cesare.

Altrettante sono le verità che dovrebbero spingere a scegliere il parto naturale, salvo complicanze che possano mettere in pericolo mamma e piccolo.

Ma vediamo cosa c’è da sapere sulle due tipologie di parto, quali sono le verità e le cose a cui non credere.

Parto naturale o parto cesareo: quale fa più male?

È bene per prima cosa chiarire che il dolore che si accusa è spesso qualcosa di soggettivo.

Spesso si ha la falsa credenza che un parto con taglio cesareo sia meno doloroso, senza considerare che si tratta di un’operazione invasiva.

Allora vediamo coma provano mamma e bambino nelle due tipologie di parto.

Parto naturale: la mamma

Cosa prova la mamma durante il parto naturale?

In primo luogo per poter fare in modo che la mamma viva al meglio il momento del parto, è consigliato seguire un corso pre-parto.

Può sembrare una scocciatura, qualcosa da poter evitare ed effettivamente non si tratta di qualcosa di obbligatorio.

Ad ogni modo è il momento in cui la mamma può dedicarsi a se stessa ed impara delle tecniche di respirazione che possono alleviare i dolori del parto.

Oltre a questo prepara la futura mamma a quel momento per cui nessuno è mai effettivamente preparato, anche le donne che sono alla seconda e anche terza gravidanza.

Alla fine della gravidanza inizierà quel momento chiamato travaglio, che prepara l’utero al momento in cui il bambino nascerà.

È lì che inizieranno i dolori del travaglio che si faranno più intensi man mano che si avvicinerà il momento di vedere per la prima volta il piccolo appena nato.

Per quel che riguarda il dolore che si proverà sarà molto soggettivo, dipenderà molto dalla capacità o meno di sopportare un livello piuttosto elevato di dolore.

Ad ogni modo è sempre possibile chiedere l’anestesia epidurale che se fatta da personale esperto è assolutamente sicura.

Affrontare il parto sotto effetto di anestesia vuol dire non sentire dolore, riuscire a superare le fatiche del parto al meglio e comunque non c’è nessun rischio per mamma e bambino.

Parto naturale: il bambino

Fin qui ci siamo occupati della mamma, ma il piccolo?

Il nascituro nel momento del travaglio sentirà l’utero spingere su di lui e la sensazione che proverà sarà quella di un massaggio.

In questo modo si prepara a venire al mondo e in risposta al massaggio dell’utero modifica alcuni suoi aspetto come il liquido polmonare e gli ormoni.

Lo stesso avviene nel momento dell’espulsione durante la quale, il passaggio nel canale vaginale farà pressione suoi suoi polmoni facendogli espellere il resto del liquido polmonare.

In questo modo riuscirà ad attivare la normale respirazione fuori dall’utero materno.

Parto cesareo: la mamma

Nel caso del parto cesareo la mamma riuscirà a non sentire i dolori del travaglio.

In questo caso l’aspetto che ricorderete sarà l’impatto con la sala operatoria, la sensazione che si ha sempre quando si affronta un’operazione.

I dolori che proverete saranno quelli della ferita, che vi renderanno difficili tutti i movimenti per le prime 24 o 48 ore, ma ad ogni modo è possibile avere degli antidolorifici.

Prendere medicinali che aiutino a superare il dolore non interferirà con l’allattamento e con l’aiuto di qualcuno riuscire a tenere il piccolo attaccato al seno.

Parto cesareo: il bambino

Il piccolo non soffre durante il cesareo, anche se viene al mondo in maniera un po’ impetuosa, a volte impreparato.

In questo caso è molto importante che appena nato la mamma lo tenga tra le sue braccia per coccolarlo e tranquillizzarlo.

Ad ogni modo il bambino non avrà alcun fastidio.

Rischi del parto naturale

Se ci si affida a un personale sanitari preparato i rischi del parto naturale sono pressoché nulli.

In genere le problematiche che possono verificarsi sono lacerazioni o episiotomie cioè incisioni che vengono praticate per facilitare l’uscita del bambino.

Più rari sono i casi di emorragie varie e della non fuoriuscita completa o parziale della placenta.

Anche in questi casi ciò che è importante è che assistano al parto ostetriche e ginecologi che sappiano affrontare la situazione nel migliore dei modi.

Per quel che riguarda il bambino, nel parto naturale solo 1 su 100 dei nascituri ha bisogno di assistenza.

È possibile affermare già in sala parto che il piccolo alla nascita non avrà alcun tipo di problematica, perché il suo battito e il suo stato di salute viene tenuto monitorato tutto il tempo del travaglio.

Nel caso in cui dovessero mostrarsi delle anomalia il personale sarà in grado di intervenire e decidere per un taglio cesareo.

Un’altra complicazione può riguardare la difficoltà del bambino ad uscire, in questo caso il dottore potrà decidere di applicare una piccola ventosa che lo porterà fuori dolcemente senza comprometterne la salute.

Rischi del parto cesareo

Come già detto quando si parla di parto cesareo ci si riferisce a una vera e propria operazione chirurgica.

È per questo motivo che i rischi connessi sono gli stessi e cioè:  infezioni della ferita, emorragie interne, lesioni dei vasi uterini o delle vie urinarie.

Inoltre quello che richiede è un periodo di ripresa più lungo e del tempo maggiore per riprendere le normali attività.

L’unico rischio per il bambino, in questo caso è che impieghi più tempo per regolarizzare il respiro, rispetto a un bambino nato da parto naturale.

Questo perché si tratta di un parto veloce che non permette al bambino di espellere il liquido polmonare.

Ad ogni modo tutto si risolverà nelle 48 ore post parto.

Parto naturale o parto cesareo: quando preferire uno o l’altro

Ci sono alcuni casi in cui è preferibile optare per uno dei due parti.

Il primo caso è quello dell’endometriosi, cioè la presenza anomalo di tessuto uterino in altre parti del corpo.

In questo caso agendo con un cesareo il chirurgo potrebbe trovarsi di fronte e delle aderenze che possono significare complicanze.

Quindi in presenza di endometriosi è meglio affidarsi a un parto naturale, a meno che non si presenti nelle parti basse dell’addome e dunque nelle pelvi, in tal caso è bene un taglio cesareo.

Non è l’età a incidere sulla scelta. Non è vero che dopo i 40 è bene affidarsi a un parto cesareo.

Quello che determinerà la scelta da parte dell’equipe medica è lo stato di salute generale di mamma e bambino.

In particolare modo si fa attenzione alla presenza di diabete ed ipertensione.

Parto naturale o parto cesareo: falsi miti

Esiste una legenda che mette in crisi molte mamme quando si trovano di fronte al bivio tra parto naturale o parto cesareo.

C’è chi suppone che con il parto cesareo l’allattamento al seno sia impossibile, non è così.

La montata lattea dipende da quanto il piccolo si attacca al seno.

Non ha nessuna correlazione con il tipo di parto che si va ad affrontare.

Ciò che può succedere è che con un parto cesareo ritardi di circa 24 ore.

In genere però è bene sapere che anche le mamme che danno alla luce il loro piccolo in modo naturale possono trovare alcune difficoltà nell’attaccare il piccolo al seno e riscontrare una carenza di latte.

Entrerà in gioco la capacità delle ostetriche che vi assisteranno di riuscire ad aiutare la neomamma a far attaccare il bambino in modo che ci sia la montata lattea.

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