Ha disperatamente bisogno di usare il bagno, ma i dipendenti le danno una risposta assurda

Questa storia è stata riportata sul Manchester Evening News , una nota rivista americana. Una madre di ventidue anni, di nome Shannon, si trovava in una stazione ferroviaria, quando, improvvisamente, si è “accidentalmente bagnata”. Aveva con se sua figlia di undici mesi e ha chiesto cortesemente, ai dipendenti, di poter usare il bagno, prima di salire sul treno..



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Ha chiesto loro la chiave del bagno, ma i dipendenti le hanno risposto che per utilizzarlo, avrebbe dovuto lasciare lì il passeggino con la sua bambina. Shannon non riusciva a credere alle sue orecchie, le stavano davvero chiedendo di lasciare sua figlia con degli estranei in una stazione ferroviaria. Così questa povera mamma, ha dovuto rinunciare ad usare la toilette ed è salita sul treno per tornare a casa. “Da quando ho partorito, mi viene difficile trattenerla e, purtroppo ho questo piccolo problemino di incontinenza”, ha raccontato Shannon. “Avevo i soldi per il bagno pubblico, ma poi mi sono resa conto che il passeggino non entrava nel passaggio. Così sono andata a chiedere la chiave ai dipendenti. Ho spiegato loro il mio problema, ma mi hanno detto che il passeggino doveva rimanere lì. Se volevo lasciare mia figlia potevo farlo, altrimenti avrei dovuto portarla con me. Adesso spiegatemi, mia figlia non cammina… come avrei potuto andare in bagno, spogliarmi e cambiarmi con lei? La poggiavo a terra in un bagno di una stazione ferroviaria? Direi proprio di no! Quando gli ho detto queste parole, mi hanno detto che se volevo potevo usare quello del loro ufficio, ma avrei dovuto lasciare la mia bambina con loro… stiamo scherzando?”

“Non ho intenzione di lasciarla in una stanza con tre uomini che non conosco! E dopo avergli detto queste parole, me ne sono andata e nelle mie vergognose condizioni, con la paura che qualcuno potesse accorgersene, nella vergogna assoluta, sono salita sul treno”.

“Non li ho nemmeno denunciati, perché tanto non sarebbe servito a nulla. Ma ho raccontato questa storia, perché spero di sensibilizzare le persone come quelle. Spero che non possa accadere ad un’altra mamma.”

“Il treno fino a casa ci ha messo 15 minuti. Una volta scesa alla stazione, ne ho impiegati altri 15, a piedi, per raggiungere la mia abitazione. E alla stazione, prima di salire, ne ho aspettati altri 15. Quindi, 45 minuti in uno stato di assoluto disagio…”

“Ero solo e vi giuro che è stato davvero umiliante. A voi è mai capitata una cosa del genere?”