Il vostro bambino sta soffocando? 3 cose da non fare mai

Ogni persona che si prende cura di un bimbo, soprattutto un genitore,  dovrebbe sapere cosa fare o non fare in caso di soffocamento del bambino. Molto spesso abbiamo l’impressione che il bambino, mentre mangia, deglutisce male. Non bisogna scagliarsi contro il piccolo al primo colpo di tosse o percuotergli le spalle con inutili pacche, (gesto che i nonni continuano a fare credendo che sia utile se non salvifico!). La tosse, infatti, è una reazione fisiologica che da sola risolve molte ostruzioni parziali; in caso di soffocamento del bambino il corpo reagisce d’istinto con la tosse, è vero ma non è  vero che tossire sia sinonimo di ostruzione. Quindi, di fronte a un bimbo che tossisce, sopratutto se lo fa durante il pasto e dopo aver deglutito, l’osservazione è il primo presidio di sicurezza!

Il primo sintomo di soffocamento è la cosiddetta “fame d’aria”: il bambino tende ad aprire la bocca perché ricerca ossigeno e comunemente porta le manine al collo; un adulto e un genitore devono sapere che le ostruzioni delle vie aeree non sono tutte uguali, c’è l’ostruzione “parziale” (il corpo estraneo non impedisce del tutto il passaggio dell’aria), l’adulto deve stimolare il bambino a tossire così si libera in modo autonomo; in caso di ostruzione “completa” l’intervento anti-soffocamento salvavita è molto utile, l’adulto deve intervenire se il bambino manifesta: fame d’aria, mani alla gola o colorito bluastro delle labbra e/o del collo.

Cosa NON fare in caso di soffocamento? 

Il piccolo non va mai posto a testa in giù!

Questa pratica, che implica  un dannoso scuotimento del corpo del bambino, può essere molto pericolosa: la testa è la parte del corpo più pesante, prendendo il bimbo per le caviglie questa rimane a penzolare verso il basso, il fatto può causare lesioni e rotture nelle ossa del collo, anche mortali;

Non vanno mai introdotte le mani in bocca!

Se il bambino sta soffocando tende ad aprire la bocca perché, come abbiamo detto, ha fame d’aria e prova in ogni modo a incorporare ossigeno. In questa situazione, mettere le mani in bocca può sembrare apparentemente la soluzione migliore, per tentare di estrarre il corpo estraneo, è, invece, la peggiore, infatti si imita l’entrata di ossigeno e si rischia di spingere il corpo estraneo ancora più giù, l’ostruzione passa così da parziale a totale.

Non va mai somministrata acqua!

Gli esperti lo definiscono “effetto da lavandino otturato” ovvero l’acqua si blocca sul corpo estraneo e crea un ulteriore ostacolo alla respirazione.

Conoscevate queste controindicazioni? Sapere anche cosa non fare è molto importante in questi casi, si rischia di peggiorare veramente la situazione senza volerlo. Diffondete questo messaggio, condividete!

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