Non riesce a rimanere incinta, così decide di provare l’unica strada rimasta

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“Mi chiamo Steve e voglio raccontarvi la mia storia e quella di mia moglie Greisse. Siamo entrambi colombiani e ci siamo innamorati molto giovani. Ci siamo trasferiti poi A Vancouver, in Canada, lei l’ha fatto per l’amore verso di me, ero costretto per lavoro, ha abbandonato tutto e mi ha seguito. Ci siamo sposati e adesso avevamo un solo e unico desiderio: un figlio.

C’abbiamo provato e riprovato ma niente. Abbiamo comprato decine ti test, tutti negativi. Siamo andati da un bravo medico, forse uno dei due era sterile ma niente, ci ha assicurato che entrambi godevamo di ottima salute. Greisse era a pezzi, la vedevo distrutta e avevo paura che cadesse in depressione, per questo le ho proposto di partire per un viaggio, ho sempre desiderato vedere il mondo e ne avevamo bisogno.

Abbiamo visitato Parigi, Roma, la Croazia, la Turchia, la Grecia, abbiamo conosciuto persone meravigliose che ci hanno fatto ridere e con cui abbiamo mantenuto i contatti, insomma, un sogno. Ma il pensiero, il desiderio di un figlio era sempre lì, sempre più forte. Abbiamo continuato a provarci, anche in vacanza. Greisse è sempre stata molto religiosa e aveva deciso di visitare ogni chiesa di ogni città, di accendere un cero e di pregare affinché riuscisse a rimanere incinta. In Turchia abbiamo visitato la Casa di Maria ad Efeso e ho visto in lei un’enorme potenza. E’ sempre stata devota alla Vergine Maria. Scoppiò in lacrime, accese un cero, pregò e le promise che fosse rimasta incita, avrebbe chiamato il suo bambino Gabriel, o Grabrielle in caso di una femminuccia, in onore dell’Arcangelo Gabriele.

Quella notte Greisse aveva un sonno agitato, parlava e sudava. Quando si è svegliata mi ha raccontato di aver fatto un sogno stranissimo. Un uomo con la barba le aveva comunicato che avrebbe avuto un figlio di nome Emmanuel, era perplessa, non riusciva a capire il significato di quel sogno, dovuto probabilmente dalla sua ossessione. Abbiamo, comunque, comprato il test ma era negativo. L’ho vista ancora più distrutta, mi faceva male il cuore. Nei giorni successivi Greisse si è sentita male, vomitava, aveva mal di stomaco, non riusciva a mangiare. Di solito quando si mangiano cibi di un’altra cultura e non si è abituati può succedere, così l’ho portata al pronto soccorso. Mia moglie era incinta! E’ stato un sogno, abbiamo pianto così tanto, la gioia era immensa! Non smettete mai di sperare! Ti amo Greisse!”

Sono passati tanti mesi e oggi, il piccolo Gabriel è nato ed è tra le braccia di mamma e papà. Un storia che alla fine si è conclusa nel migliore dei modi! E’ stata dura, è stato doloroso ma alla fine la vita li ha premiati. Ricordatevi che la perseveranza è la chiave di tutto! Beh, tanti tanti auguri a questa meravigliosa famiglia!