Si prende cura della neonata senza vita

Si prende cura della neonata senza vita. La storia di questa mamma ha lasciato molte persone senza parole, alcune commosse altre indignate. Ecco il racconto

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La storia che stiamo per raccontarvi non è per nulla leggera, e vi consigliamo di non giudicare troppo in fretta. La protagonista è una ragazza di 29 anni di nome Emma Woodhouse, mamma già di due bambini. Rimasta incinta nuovamente la gravidanza aveva portato molta gioia in casa, soprattutto perché nella sua pancia stavano crescendo due gemelline.

Emma è spostata con un golfista professionista di 29 anni, Paul, e entrambi sono genitori Jack e Mikey i loro due bimbi di due e cinque anni.

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Il travaglio però è iniziato quando a 29 settimane la donna ha avuto un inspiegabile distacco della placenta, corsa in ospedale ha avuto immediatamente bisogno di un taglio cesareo.

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Durante il parto è emerso che una delle due gemelline, Jessica, non è sopravvissuta mentre Bella era sana. Emma ha voluto fare una scelta però: prendersi cura della bimba senza vita per due settimane.

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La donna l’ha portata a fare delle passeggiate in carrozzina, le cantava le filastrocche e le leggeva i libri.

“Non ho appena ho visto mia figlia Jessica ho avuto un’ondata di amore istantaneo, non riuscivo a lasciarla andare. La tenni stretta a me e sentivo la sua pelle acanto alla mia. Era tutto perfetto, tranne una cosa: lei non aveva vita”

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“Jessica perdendo la vita ha salvato quella di Bella, per questo è considerata l’eroina di casa. Poco prima dell’incidente avevo fatto un’ecografia, era tutto apposto, le gemelline erano sane.”

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Appena dopo il parto le gemelline avevano bisogno subito di andare in terapia intensiva neo-natale ma se per Bella c’erano speranze, per Jessica nulla era più possibile.

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“Quando mi sono risvegliata dall’anestesia ero confusa, ma avevo capito perfettamente le parole di mio marito. Allora ho pensato di rivolgere tutte le mie attenzioni a Jessica perché sapevo che mi sarei potuta godere Bella per tutta la vita. Come l’ho presa in braccio è stato subito amore. Le sue labbra erano blu.”

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I medici ci hanno parlato di una culla refrigerata dove potevamo tenere Jessica per un po’, fui portata in questa stanza privata lontano da tutte le altre mamme per avere dei momenti più intimi con mia figlia. Quando i nostri figli sono venuti a vederla gli abbiamo subito spiegato che Jessica non era viva, e loro hanno voluto tenerla come se fosse viva, la accarezzavano, la baciavano. Hanno capito il significato di essere in paradiso”

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Non ce la faceva a separarsi Emma, così ha deciso di prendersene cura per alle due settimane, l’ha messa anche insieme all’incubatrice con sua sorella in modo che si potessero dare l’ultimo saluto.

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Dopo due settimane era giunto il momento di salutare per sempre Jessica, così è stato organizzato un funerale. La donna ha voluto riporre le ceneri di Jessica in un’urna bianca per poterla avere sempre con lei.