Com’è nato il bikini: la storia

Dopo 70 anni, è ancora il costume da bagno più apprezzato dalle donne

 

Il bikini compie oggi 70 anni, il costume da bagno che nel ’46 fu simbolo di coraggio ed emancipazione delle donne e che oggi resta ancora il prefrito da tutte noi. Che sia colorato, a vita alta, con inserti in pizzo, con i fiocchetti, con le coppe push up o a triangolino, anno dopo anno il bikini ha seguito le tendenze, sin dall’epoca dei romani. Già a livello iconografico esistono testimonianze del due pezzi, indossato dalle ragazze che vediamo mentre fanno sport nei celebri mosaici della Villa Romana del Casale a Piazza Armerina in Sicilia. Ma come è nato il bikini?

La storia

L’invenzione del due pezzi arriva nel 1946, creata da Louis Reard che lo paragonò per l’importanza che ebbe –  alla bomba atomica che pochi giorni prima era stata testata dagli americani nell’atollo di Bikini – da cui poi prese il nome. Inizialmente creò scandalo, per cui Louis fu costretto a chiamare una spogliarellista a indossarlo durante la presentazione.

Storia del bikini
Storia del bikini

Nei primi anni del Novecento, il due pezzi era una tunica abbinata a un paio di pantaloni attillati che gradualmente, con il passare del tempo, lasciano scoprire gambe e braccia. Nel corso degli anni le donne iniziano a sperimentare anche altri modelli: pantaloncini più corti e scollature più ampie sulla schiena.

Più gli anni passano e più le misure si riducono. Negli anni ’20 si comincia ad esibire le gambe, grazie soprattutto all’influenza internazionale di Hollywood che, grazie al suo anticonformismo, cambia il dictat della moda da bagno.

In questo periodo la stilista Coco Chanel lancia i pantaloncini sopra al ginocchio e décolleté bene in vista, non solo un’evoluzione nel mondo della moda ma anche un invito ad abbronzarsi – cosa fino a questo momento poco apprezzata.

L’evoluzione

Più elastici e definitivamente più corti i costumi da bagno degli anni ’30, ma è nel 1946, che si concede finalmente alle donne la libertà di poter mettere in mostra il proprio fisico, le proprie curve e anche le proprie imperfezioni.

Marilyn costume da bagno bianco
Marilyn costume da bagno bianco

Negli anni ‘50, il trionfo delle pin up, caratterizzate dalle forme morbide e dagli inconfondibili costumi a vita alta, decreta il costume da bagno come abito elettivo per modellare e valorizzare il fisico curvy. Icona di quegli anni la vulcanica Marilyn Monroe, indimenticabile nel suo costume intero bianco.
Immensa e affascinante anche Brigitte Bardot che nel 1957 nel film “E Dio creò la donna” incoraggia molte ragazze, ancora restie, a sfoggiare il bikini. Negli stessi anni il bikini inizia a prendere piede anche in Italia, grazie alla bellissima Sofia Loren, che nel 1950 vinse il titolo di Miss Eleganza.

Sophia Loren
Sophia Loren

Tra le altre icone più celebri del bikini nel cinema, Ursula Andress nei panni della Bond girl Honey Ryder nel 1962 con il suo bikini a due pezzi bianco, con cintura e piccoli inserti dorati.
Nei decenni successivi il costume da bagno è declinato in innumerevoli forme, colori e fantasie differenti. Vengono utilizzati, infatti, materiali molto diversi e tagliati in maniera originale.

Le novità

E’ proprio da queste sperimentazioni che nasce in questo periodo il due pezzi crochet. Negli anni ‘70 i costumi all’uncinetto prendono il sopravvento, realizzati con una tecnica di lavorazione artigianale molto versatile.

Bikini anni 70
Bikini anni 70

Negli anni ‘80 invece trionfa il bikini sgambato, accompagnato da un top a triangolo, come quello indossato dalla top model Cindy Crawford  a stelle e strisce USA.

Il costume intero invece è il vero protagonista negli anni ’90, grazie alla serie TV Baywatch e alla bagnina più famosa del mondo, Pamela Anderson.  Oggi, invece, la nuova tendenza è quella di non avere tendenze, si mixano colori, forme e tessuti diversi, si mescola sport e chic.

Fonte: ansa.it