Come valutare se un jeans è di qualità

Ecco 5 dettagli a cui dobbiamo prestare attenzione

 

Non è vero che un pantalone vale l’altro, specialmente quando si tratta di jeans. Non solo il modello, a sigaretta o a zampa, skinny o boyfriend, ma sono anche altri i fattori da valutare al momento dell’acquisto. La qualità dei jeans non è determinata dal prezzo o dallo stilista che li ha firmati. Ecco a cosa dobbiamo prestare attenzione prima di acquistare un denim.

La provenienza

La provenienza è importante e pare che in Oriente si realizzano i jeans migliori, modelli duraturi, belli da vedere, piacevoli da indossare e da toccare – specialmente quelli creati in Giappone.

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Jeans

La colorazione

Importante è anche la colorazione che, per i modelli made in Japan vede prevalere, al posto dei coloranti sintetici, una tinta indaco naturale fissata sul tessuto attraverso ripetute immersioni.

I dettagli

L’occhio deve scorrere lento su ogni dettaglio: anche il peso ha la sua rilevanza. Di media un jeans varia dai 100 ai 500 grammi mentre quelli giapponesi ruotano intorno ai 600-700 grammi. Vale la pena tenere a mente che più il peso è basso minore sarà la qualità del filato, ma è vero anche che, se è troppo pensante, il pantalone rischia di essere troppo rigido e difficilmente si adatterà alle forme del corpo.

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Qualità del jeans

Questa differenza di peso al primo impatto è impercettibile e la si inizia a comprendere dopo circa  6-9 mesi dal primo utilizzo quando vedremo le parti più delicate, quelle soggette a un maggiore sfregamento, logorarsi oppure no.

L’etichetta

Mai dimenticare di consultare l’etichetta per capire a quali trattamenti è stato sottoposto il denim. Tra quelli più pregiati ci sono la sanforizzazione – che rende i tessuti di cotone irrestringibili – la fiammatura – fondamentale al fine di conferire morbidezza al modello – e la calandratura, che migliora l’usabilità del tessuto. Infine c’è la mercerizzazione, processo che conferisce lucentezza uniforme al pantalone.

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Il jeans come si valuta

I rivetti

La presenza delle piccole borchie che si trovano agli angoli delle tasche posteriori – i rivetti – sono un chiaro segnale che il pantalone in questione è di qualità. Nacquero con la realizzazione dei jeans da lavoro,  per rinforzare i punti di tensione al fine di evitare che le tasche dei cercatori d’oro, cariche di pepite, si rompessero sotto sforzo.