#FreeTheNipple, il filtro di Miranda Makaroff per Desigual

#FreeTheNipple, il filtro di Miranda Makaroff per Desigual partecipa alla campagna lanciata sui social, che parla di libertà

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Desigual lancia Freedom, per partecipare alla campagna #FreeTheNipple, volta a dare libertà alle donne sui social network per poter essere liberi di pubblicare sui social network ogni scatto che si vuole. Soprattutto perché sappiamo che Facebook & Co censura il seno femminile, ma non fa lo stesso con il seno maschile.

E’ decisamente nota la battaglia di alcune influencer sui social che sono stanche di queste discriminazioni. Perché una foto di una ragazza magari in topless o che dà il latte al proprio bambino, che ha bisogno del suo nutrimento, deve essere considerata come da censurare, perché viola gli standard di Facebook e Instagram e la foto di un uomo in shorts e senza maglia no?

#FreeTheNipple è l’hashtag utilizzato dalle donne famose e non per gridare la loro voglia di essere libere di esprimersi, al pari dei maschi. La battaglia per liberare seni e capezzoli femminili continua e anche marchi come Desigual cercano di dare una mano.

Da quando Instagram ha deciso di dare la possibilità ai brand di creare filtri per i propri utenti, ecco che Desigual, insieme all’artista Miranda Makaroff, ha deciso di testare questo nuovo servizio. Rendendo di fatto omaggio al seno femminile. “Questa iniziativa è un modo per rendere omaggio ai capezzoli. E soprattutto ai capezzoli femminili. Per noi, sono stimolanti, belli e naturali, e speriamo che presto possano essere mostrati su Instagram senza bisogno di alcun filtro“, queste le parole di Guillem Gallego, Chief Marketing Officer.

Il filtro affianca l’iniziativa #FreeTheNipple ed è disponibile sugli highlights di Desigual di Instagram dal 21 agosto scorso. Ci sono tre diversi disegni realizzati a mano con tanto colore dall’artista il cui account spesso è stato censurato per il suo seno.

Miranda è libertà allo stato puro. Nessun altro meglio di lei può dare una forma a questo concetto“, continua Guillem Gallego.