Milano Fashion Week 2016: primo giorno

Tra sfilate, scatti rubati e buffet finisce così la prima giornata

La giornata inizia con una piccola gioia: la reflex che entra inaspettatamente nella mini pochette.
Poi la mini pochette nuova si rovinerà completamente dopo meno di un’ora a contatto con l’abito nuovo che stinge. E niente non siamo tutti vestiti da grandi marchi, ma abbiamo la borsa di Mary Poppins.

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Mary Poppins ci fa un baffo!

Poi appena arrivo fuori la prima sfilata subito uno di quei casi “anche no”: fa freddo a Milano e per quanto mi riguarda, questi sono sandali da mare.  Per di più è un fotografo e quindi non ne capisco nemmeno il senso. Passiamo oltre.

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Sandali modello “anche no!”

Poi succede in realtà che alcune fotografe siano vestite meglio “di quelle”, in teoria, “da fotografare”. Ad esempio lei.

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Chi fotografa a volte è meglio del soggetto da fotografare

Oggi ho osservato molto loro, i fotografi di street style. Mi chiedo se scattino a caso o cercano davvero qualcosa di particolare, se cercano lo strano e basta e se conoscono le persone che fotografo o si cercano dopo il nome chissà come.

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mmmm chi saresti te?

Il realtà lo scenario è proprio questo: fuori le sfilate sono più i fotografi che le persone invitate. 200 fotografi per 100 inviti come proporzione, non sia mai che sfugga qualcuno.

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3..2..1..scatta!

Per fortuna ci sono cose belle, spesso lontano dalle grandi sfilate. La mia cosa bella di oggi è stata la collezione di Giulia Marani e  la possibilità di conoscere lei e l’artista con cui ha collaborato nel realizzare questa linea splendida. Innovazione non significa necessariamente strafare. La sua è finezza e classe innovativa.

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Collezione di Giulia Marani

Un’altra cosa bella? Eleonora Carisi. Quando ammiro una blogger a pelle, spesso poi, quando ho modo di conoscerla, si rivela simpatica e socievole come immaginavo. E comunque strafiga.

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Eleonora Carisi

La cosa più brutta del giorno:

Persone che si danno del ridicolo a vicenda. Due schieramenti che si urlano “buffoni e circo”: la protesta contro le pellicce da un lato e le invitate alla sfilata impellicciata dall’altro. Io personalmente una pelliccia vera non la indosserei mai. Ma credo che questo non sia il luogo e il modo adatto per affrontare un tema troppo delicato.

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No alle pellicce, questo lo diciamo sempre!

Per concludere il diario del giorno in modo positivo però condivido con voi anche una piccola parte del buffet riservato alla stampa nella lounge del Fashion Hub. Qui nessuna vuole essere scheletrica come certe modelle. Siamo d’accordo?

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