A soli 17 anni, spegne il cellulare e si getta sotto un treno: 6 mesi dopo il racconto scioccante della madre

Cosa può scattare nella mente di un ragazzo, per pensare che l’unica soluzione sia quella di uccidersi? Sicuramente, un vuoto senza fondo, l’impressione di essere solo e incompreso, ogni giornata diventa un incubo che inizia al risveglio. Questo è stato l’ennesimo tragico caso di bullismo, la storia di Felix, un ragazzo di soli 17 anni che ha deciso di lanciarsi sotto un treno, per sfuggire all’umiliazione e all’oppressione dei suoi coetanei.



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Tutto è iniziato quando aveva 10 anni, a causa di un banale divieto di giocare ad un videogioco violento. I compagni cominciano a dirgli che è un coniglio, che è un debole, Felix Alexander diventa pian piano il bersaglio di tutti per 7 lunghi anni, fino a decidere di farla finita.

Felix è stato completamente isolato, cambia istituto ma ormai il baratro nel quale è caduto è troppo profondo. Cominciano gli insulti sui social, gente che nemmeno lo conosce, lo insulta solo per seguire il gruppo, Per lui sembra non esserci scampo. Chi poteva aiutarlo ha preferito tacere, chi poteva salvarlo ha preferito dare poca importanza a ciò che succedeva.

Nonostante l’immenso dolore, la madre trova il coraggio di raccontare la storia di suo figlio, e vuole lanciare un messaggio.

La mamma di Felix, pubblica questa lettera:

” il 17 aprile 2016 Felix ha deciso di porre fine alla sua vita. Era rassegnato all’idea di non poter essere felice. Ormai la sua autostima non esisteva più.

Mi rivolgo, continua la mamma, ai giovani. Imparate la gentilezza, e, insieme, trovate la forza ed il coraggio di denunciare gli episodi di bullismo.

Dopo la tragedia di Felix ho sentito molti giovani dire che le cose che vengono scritte sui social non si pensano veramente.

È una sorta di automatismo che li spinge verso atteggiamenti orrendi. Dovete avere la forza di fermarli, stopparli sul nascere. Anche far finta di nulla non va bene. Si finisce per diventarne, anche inconsapevolmente, complici.

So che non tutti sono complici. E so che non è semplice riuscire ad invertire la rotta quando un ragazzo viene preso di mira. Parlatene tra voi, provate ad isolare chi vuole colpire gli altri.

Mi rivolgo anche agli insegnanti.

So che il mestiere di insegnante oggi è più difficile, molta indisciplina regna tra gli alunni. Cercate il più possibile di osservare questi giovani, specialmente quando segnali continui possono indicare un disagio. Voti bassi, attenzione scostante.

Tentate di capire anche dai piccoli comportamenti, se un ragazzo tende ad isolarsi troppo, se è rifiutato dai compagni. Educare non è semplice, sforzarsi in questo compito è fondamentale per la crescita dei giovani.

Ed infine un pensiero a tutti i genitori. Sempre impegnati, di corsa, stanchi.

Anche i genitori hanno responsabilità. Non perché non vietano. Vietare serve a poco. A Felix negammo, per punizione, l’accesso ai social, ma questo contribuì ad isolarlo ancora di più, ed a vivere quel momento come una ulteriore umiliazione…

Tentare allora di parlare sempre più ai propri figli. Dire e ripetere loro che la vita sui social è un’immagine alterata rispetto alla vita vera.

Spronarli, per quello che è possibile, a relazioni autentiche, faccia a faccia, non solo rinchiusi dentro uno schermo.

Se potete, controllate anche i contenuti che i ragazzi guardano. Oggi tra violenza e pornografia, siamo ad un livello veramente preoccupante. Questo cambia pensieri, opinioni di tanti giovani considerati bravi ragazzi. Li catapulta in una dimensione diversa, dove anch’essi diventano violenti e senza principi.

Ho ricordato, – conclude mamma Lucy, – la gentilezza. Spero che queste righe stimolino, chi legge, a ritrovare gentilezza ed umanità nei rapporti. Quello che non ha trovato Felix nella sua esistenza.”

Speriamo che questo messaggio possa aiutare giovani e genitori a prendere coscienza di ciò che accade e di come combattere il bullismo.

Di seguito la notizia della tragedi, andata in onda.