Adolescente attaccato da 12 squali: è in gravi condizioni

È accaduto in Australia. Il giovane è ricoverato in ospedale.

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Dodici squali hanno attaccato un adolescente, Sean Whitcomb, mentre pescava, domenica pomeriggio (18 novembre), presso una spiaggia della costa orientale del Northern Territoryt vicino a Nhulunbuy in Australia.

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Altri subacquei sono riusciti a riportarlo a riva, dove paramedici lo hanno curato sulla spiaggia. Il giovane, 17 anni, è stato sottoposto a interventi chirurgici ma resta in condizioni critiche all’Ospedale di Darwin. È l’ultimo incidente di squali in Australia. Le spiagge della zona sono state chiuse ai bagnanti e ai surfisti. Operatori del Dipartimento pesca hanno installato reti sospese da boe galleggianti presso la spiaggia per cercare di catturare gli squali killer.

Proprio grazie a questi attrezzi, ieri, lunedì 19 novembre, un enorme squalo bianco è stato catturato in una rete a pochi metri da una delle spiagge più famose di Sydney. Il pesce lungo 4,6 metri è stato scoperto al mattino sulla spiaggia di Maroubra, nella periferia orientale di Sydney. La cattura arriva solo pochi giorni dopo che un uomo è stato trasportato in ospedale dopo essere stato sbranato da uno squalo nelle acque al largo di Wollongong.

Adolescente attaccato da 12 squali: è in gravi condizioni

Ci sono stati diversi attacchi di squali nella regione di Mandurah negli ultimi anni, con la morte di un pescatore subacqueo nel 2014. Nello stesso anno un ragazzo di 13 anni è stato azzannato a una gamba e un surfista di 18 anni ha subito una ferita profonda a un piede. Questo tipo di attacco è molto raro, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Diritti, gli squali in Australia attaccano molto raramente i nuotatori se non superano i limiti nelle zone consentite.

L’episodio potrebbe ricordare a qualcuno il film Lo Squalo, continua Giovanni D’Agata, ma in realtà questi pesci di solito non attaccano l’uomo, anzi, cercano di evitarlo, e in mancanza di ‘provocazioni’ è estremamente raro che attacchino. Gli squali non rappresentano una minaccia ed è essenziale cambiare la percezione e l’immagine che abbiamo di loro come simbolo di terrore. E, ancor più importante, ad aumentare i rischi è in buona parte il comportamento umano. “Mano a mano che in tutto il mondo cresce il numero di persone interessate a fare attività ricreative in mare dobbiamo aspettarci un conseguente aumento di incidenti”, ha spiegato l’International Shark Attack File nel suo report del 2017. Al contrario sono gli squali a dover temere gli uomini. Nel 2017 i ricercatori hanno stimato che ogni anno nel mondo vengono uccisi 100 milioni di squali pari una percentuale della popolazione totale compresa tra il 6,4 e il 7,9%. Un tasso di mortalità che i biologi giudicano insostenibile.