Inghilterra, 8 neonati volati in cielo, arrestata l’infermiera dell’ospedale

Notizie che non vorremmo mai leggere!

Dall’Inghilterra arriva una storia drammatica che non avremmo mai voluto leggere. Nel 2016 nell’ospedale inglese della contea di Cheshire sono morti troppi bambini. Un numero decisamente elevato se si considerano le altre strutture della stessa dimensione. Troppi neonati sono morti in quel reparto. E il motivo è davvero agghiacciante e ha fatto finire in manette un’infermiera.



1,91 morti ogni 1.000 nascite, contro 1,27 in altre 43 strutture sanitarie dello stesso livello. Dati troppo fuori dal comune che hanno fatto insospettire la dirigenza, che ha fatto partire un’inchiesta nel maggio 2017 per chiarire le cause della morte di 15 bambini e per valutare altri sei casi di collassi che non sono stati fatali. Dopo un anno di indagini a finire in manette è stata un’infermiera del reparto maternità del Countess of Chester Hospital, che si trova nel nord ovest del paese europeo. L’accusa è pesantissima: avrebbe ucciso 8 neonati e avrebbe tentato di ucciderne altri sei, che per fortuna si sono salvati. Non sappiamo nulla della donna, del suo ruolo dell’ospedale, delle sue mansioni, del suo nome, perché la polizia britannica non lascia trapelare nulla. Nemmeno il movente di questi omicidi e tentati omicidi avvenuti nella struttura tra marzo 2015 e giugno 2016 è ancora stato reso noto (se mai le autorità ne siano già a conoscenza). Le indagini si sono poi allargate includendo altri 17 decessi e 15 collassi non mortali registrati tra marzo e luglio del 2016.

Le famiglie coinvolte in questa tragica scoperta sono sostenute da personale qualificato.

L’indagine è molto complessa, ma la polizia è intenzionata ad andare fino in fondo in questa drammatica vicenda.

Non sappiamo se l’infermiera sia stata sospesa. La Bbc ha riferito di controlli in un’abitazione a un miglio dall’ospedale, dove, secondo i vicini, viveva una donna che due anni fa ha cambiato casa.

La struttura ha già sospeso i ricoveri trasferendo le donne in gravidanza in altri ospedali.