Pensa di essere tradito dalla moglie, fa lo 007 ma ora è nei guai

È accaduto in Veneto. Un 40enne è finito sotto processo. Ecco cos'avrebbe combinato.

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Come nei film ma nella realtà c’è la legge a cui non si può sottrarre neanche un marito che, pensando di essere tradito, si attiva per scoprire le eventuali prove. Leggete cos’è successo in Veneto.

Pensa di essere tradito dalla moglie, marito fa lo 007 ma ora è nei guai

Un 40enne di San Pietro di Feletto, comune di poco più di 5mila abitanti delal provincia di Treviso, ha dato luogo a una vera e propria operazione di spionaggio perché sospettava che la ex moglie avesse una relazione con un altro uomo e che quella storia parallela fosse stata la causa della fine del loro matrimonio.

L’uomo così – come si apprende da TrevisoToday.it – avrebbe installato delle microtelecamere nella casa della donna, le cui immagini erano smistate in una centrale di registrazione.

L’uomo, però, avrebbe fatto anche dell’altro: avrebbe piazzato un rilevatore GPS nell’auto della donna, fornendo così informazioni in tempo reale sugli spostamenti dell’ex. Secondo l’accusa, poi, nella vettura della donna sarebbero state piazzate anche delle cimici per intercettare anche ciò che veniva detto al suo interno. Il marito 007, perciò, è finito sotto processo e dovrà rispondere dell’accusa di interferenza nella vita privata.

Due giorni fa, mercoledì 6 novembre, l’udienza con i testimoni dell’accusa: il titolare dell’azienda che ha effettuato la prima bonifica dell’abitazione, il tecnico incaricato dalla Procura per estrarre i file contenuti nel registratore digitale dove confluivano le immagini delle telecamere, l’ispettore di polizia che ha condotto le indagini e l’investigatore privato a cui l’imputato si era rivolto con l’obiettivo di accertare l’eventuale tradimento.

L’uomo avrebbe cominciato a spiare la donna nel 2013, quando i due erano ancora sposati. Con il passare del tempo, la coppia entra i crisi e il trevigiano insiste con l’attività di investigazione, piazzando tre microtelecamere – una in soggiorno, una in camera da letto e la terza all’ingresso della casa – collegate a un registratore digitale e a un router. Grazie, poi, al segnale WiFi, l’uomo avrebbe immagazzinato le registrazioni a distanza.

La donna ha scoperto il GPS nell’auto perché le interferenze le impedivano di ascoltare l’autoradio e uno strano brusio le avrebbe permesso di scoprire i cavi dei collegamenti tra il registrator digitale e il router posizionato nella camera da letto.