Ragazzo in coma dopo essere stato picchiato a scuola, apre gli occhi e sussurra 2 parole

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Purtroppo ci sono sempre più casi di bullismo, alcuni sfiorano addirittura la tragedia, come quello che è successo a Henry Sembdner un ragazzino di 12 anni.

E’ sempre stato preso di mira dai bulli, la scuola per lui era un incubo. Ogni giorno si alzava per andare al Kenyon Woods Middle School, con il terrore di incontrare quei ragazzi che lo ridicolizzavano davanti a tutti. Quei ragazzi che rendevano la sua vita un incubo, perché a quell’età la vita è fatta di scuola e amici.

Una mattina Henry, invece di lottare e reagire, decie di mostrarsi indifferente alle provocazioni, ma questo atteggiamento fa indispettire ancora di più i bulli che cominciarono a prenderlo a calci e a picchiarlo selvaggiamente.

Il povero ragazzo ebbe un’emorragia cerebrale e fratture multiple sul viso. Quando arrivò in ospedale, la situazione era così critica che i medici decisero di metterlo in coma farmacologico, perché non soffrisse troppo mentre lo curavano.

Nel frattempo il personale scolastico e gli amici di Henry gli hanno preparato una sorpresa per accoglierlo al suo risveglio. I loro sforzi sono stati premiati e Anthony Rizzo, giocatore di baseball del Chicago Clubs, la squadra preferita di Henry, ha invitato il ragazzo ad unirsi ad un giorno di allenamento con lui.

Pochi giorni dopo il ricovero, Sembdner si è svegliato dal coma, e ha ritrovato il sorriso. Le prime parole che ha detto alla madre appena aperti gli occhi, sono state “ho fame”, due semplici parole che hanno fatto scoppiare in lacrime di gioia la mamma Karen, due semplici parole che dimostravano che suo figlio si sarebbe ripreso.

Ovviamente la storia di Henry ha viaggiato per tutto il web ancor prima che si svegliasse,  ed è stata creata anche una pagina di supporto, mentre era in ospedale.

Per quanto riguarda i ragazzi che hanno fatto del male a Henry, si sa solo che sono stati presi dei provvedimenti, ma i dettagli non sono stati resi pubblici. Il problema del bullismo è troppo sottovalutato e soprattutto è sottovalutata la colpa dei genitori che non sono più in grado di dare un educazione ai propri figli.