Antonello Venditti racconta il suo dramma

A quanto pare la vita del cantautore romano non è stata tutta rose e fiori. Ecco perché

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Antonello Venditti ha deciso di parlare di sé come forse non aveva mai fatto. Il noto cantautore romano è infatti noto per la sua riservatezza ma recentemente ha deciso di rilasciare un’intervista a Vanity Fair perla vigilia dei suoi 70 anni. Le sue dichiarazioni hanno stupito davvero tutti.

“Mi chiamavano ‘Cicciobomba’, pesavo quasi 100 chili. Mia madre sperava nei miei fallimenti, considerava le mie canzoni poco meno che spazzatura e a mi padre Vincenzo, convinta di non essere ascoltata diceva di me: ‘Il ragazzo è cretino’. Era talmente poca la stima che aveva di me che mi attaccavo all’unico vizio che mi era concesso: il cibo. Mangiavo tutto il giorno. Arrivato a 94 chili, ma forse anche a 98, dissi basta: ‘Ma non vede che sono un baule’?. Ero tra quelli che sentivano le risatine al loro passaggio e se una ragazza mi sorrideva neanche ci credevo.”

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Antonello decide di confessare così il duro rapporto che aveva con i genitori quando era giovane  e come ciò lo turbasse molto.

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Poi Venditti continua facendo dichiarazioni inedite anche su Ultimo, il giovane cantautore romano arrivato secondo a Sanremo. “La notte in cui nessuno sapeva dove fosse finito, era al telefono con me. Abbiamo fatto le 4 e 30 del mattino. Sono stato un amico e un amico non è quello che ti blandisce, né ti fa la ramanzina, ma quello che ti dice le cose come stanno. Ultimo è molto simile a come ero io alla sua età. Io sto con lui, e con me tanti altri”

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L’autore di “notte prima degli esami” conclude con un piccolo sfogo sul Ministro Dell’Interno Matteo Salvini. “Parla il linguaggio dell’epoca in cui vive. Sarebbe interessante trovare un giovane uomo o donna di sinistra che abbia la capacità di comunicare con gli altri come fa Salvini. Lui muta. Mette una felpa della Polizia e diventa poliziotto. Ha una capacità di immedesimazione fenomenale. È credibile.”