Festival di Sanremo: i 10 momenti migliori che rimarranno nella storia

Perchè il Festival merita di essere visto, comunque vada

 

Stasera parte il 66esimo Festival della canzone italiana di Sanremo: fino al 13 febbraio la tv, i giornali e i social media con l’hashtag #sanremo2016 passeranno in rassegna l’ecosistema sviluppatosi attorno al palco del teatro Ariston. Condotto da Carlo Conti e coadiuvato da Madalina Ghenea, Virginia Raffaele e Gabriel Garko, questo Festival di Sanremo 2016 ha di certo qualcosa che lo lega al passato: il dna sanremese.

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Virginia Raffaele, Carlo Conti, Madalina Ghenea e Gabriel Garko

Che sia per le canzoni, i cantanti in gara, gli scandali o le proteste che anno dopo anno si agganciano al Festival Nazional Popolare per antonomasia, c’è sempre un buon motivo per guardare il Festival della Canzone Italiana. Negli annali della storia tv ecco i 10 momenti migliori del Festival di Sanremo.

Peter Gabriel con Shock the Monkey (Sanremo 1983)

Una performance ai limiti del teatrale che compensa il fatto che Peter Gabriel cantasse in playback, ma era il 1983 e ancora i cantanti stranieri sul palco dell’Ariston non si esibivano live. Conclude la canzone lanciandosi con una fune sulla platea e camminando sulle poltrone e gli ignari spettatori, quindi rincula sul palco prendendo una schienata da paura, ma va bene così, il pubblico è già in pieno visibilio.

Luis Miguel e i Ragazzi di Oggi (Sanremo 1985)

Ha solo 15 anni, ma ha le movenze di un navigato cantante da piano bar sulle navi da crociera, la flessibilità sul palco di Adriano Celentano e il carisma di Julio Iglesias. Luis Miguel, cantante prodigio messicano dagli incisivi distanziati, arriva secondo al Festival di Sanremo 1985. Le ragazzine resteranno per anni in delirio per il suo gioco pelvico e la pronuncia sensual di “Rrragazi di ogi noi”

“I figli di” (Sanremo 1989)

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“I figli di” nel 2013 si guardano nel 1989

Se già non bastava il malcostume del nepotismo italico, la raccomandazione del papà, suocero o cognato, ecco che diventa nazional-popolare sorbirsi qualcuno che non ha le capacità o il talento. ma solo il cognome. Impreparati, inadatti e ai limiti del comprensibile Danny Quinn, Gianmarco Tognazzi, Rosita Celentano e Paola Dominguin conducono il Festival di Sanremo 1989. Come se non bastasse a Sanremo 2013 li hanno invitati come ospiti per ricordare i bei tempi andati.

I Take That (Sanremo 1995)

Al loro secondo passaggio sul palco del teatro Ariston (il primo nel 1994), i fab 5 Take That tornano all’apice del loro successo anni ’90 cantando Sure, ballando con mossettine in canottiere che fanno sognare su muscoli scolpiti. Solo Gary Barlow, solista del pezzo dai bicipiti appannati, resta in camicia alla Frank Sinatra, mentre gli altri 4 sembrano in fila per l’audizione di una strip band.

Pippo Baudo e “Cavallo Pazzo” (Sanremo 1992)

Il sabotatore di eventi Mario Appignani, conosciuto nell’ambiente dello spettacolo come Cavallo Pazzo, irrompe sul palco dell’Ariston addossandosi a Pippo e gridando che il vincitore del Festival di Sanremo sarà Fausto Leali. Sbagliato, sarà Luca Barbarossa. Resta comunque un momento di bagarre che rientra nella miglior tradizione “dietrologista” (verità o messa in scena?) del Festival di Sanremo.

Pippo Baudo e il disoccupato in balconata (Sanremo 1995)

Il salvifico intervento del Pippo nazionale, con tanto di caritatevole bacio sulla guancia, salva il disoccupato Pino Pagano dal lancio dalla balconata del teatro Ariston di Sanremo. Passa alla storia come prova dei poteri extra-mediatici di Super-Pippo.

I Placebo rock’n’roll (Sanremo 2001)

Il pubblico del teatro Ariston è abituato ai tulipani, alle canzonette e alle battute di Pippo Baudo, tutta la violenza del rock’n’roll che spacca le chitarre sugli amplificatori è uno shock culturale a cui non è preparato. Fischi, insulti dalla platea a un Brian Molco compiaciuto. Racconterà poi il cantante dei Placebo che non dormiva da due giorni quando si è esibito sul palco dell’Ariston, dopo un gruppo che cantava in sardo e prima di un gruppo di adolescenti, davanti a un platea amorfa e impassibile. “Cos’altro puoi fare se non sfasciare tutto?”. In effetti…

Orchestra riot (Sanremo 2010)

Sull’eliminazione di Malika Ayane e Noemi dalla terna dei vincitori, l’orchestra del Festival di Sanremo 2010 non ci sta e si ribella (riot): fischia, fa il pollice verso e lancia gli spartiti sul palco. Che sia stata una protesta spontanea o organizzata – come è trapelato successivamente – poco importa, a Sanremo niente è veramente ciò che sembra.

Benigni a cavallo e l’inno di Mameli (Sanremo 2011)

Roberto Benigni è ospite del Festival di Sanremo, arriva a cavallo di un bianco destriero e nel suo intervento “glisserà” sui fatti di cronaca politica (siamo nel pieno del caso Ruby-Berlusconi) parlando invece solo dell’inno di Mameli in onore del 150° anniversario dell’unità di Italia. Guarda caso certi argomenti come la libertà, l’indipendenza, la giustizia arriveranno alla fine a inserirsi nei tempi odierni…

La reunion di Albano e Romina (Sanremo 2015)

È come svegliarsi dopo essere stati congelati nel 1982, ai tempi di Felicità. Nulla è cambiato sul palco dell’Ariston, se non i chili di zavorra guadagnati da entrambi e i capelli tinti effetto lucido da scarpe per lui. Dopo Led Zeppelin, Pink Floyd, Oasis e Take That anche per Albano e Romina era arrivato il tempo di frugarsi le tasche e una reunion è sempre un ottimo investimento, soprattutto quando tutto il paese nazional-popolare la aspetta da anni.