Filmterapia: come superare la paura di essere sé stessi

 

Nella vita di tutti i giorni è sempre più comune trovare persone che hanno grandi difficoltà a essere sé stesse. Gli stereotipi che la società ci propone come modelli da seguire sono talmente estremi e definiti che, nella maggior parte dei casi, non coincidono con l’essere umano medio e il risultato è che non ci si sente adeguati.

Little Miss Sunshine
Little Miss Sunshine

La vostra pena: la paura di essere se stessi

Scimmiottare personalità che ci sembrano migliori della nostra per sentirsi in linea con quello che la società si aspetta da noi è un atteggiamento molto diffuso, più di quanto si possa immaginare, ma il risultato è molto nocivo per propria la serenità.
Non riuscire a essere sé stessi dipende dalla paura di non essere accettati dagli altri e, conseguentemente, porta a perdere la fiducia nelle proprie capacità e nei propri obiettivi. Vivere con coraggio e piena consapevolezza di sé è quanto di più difficile si possa fare nella nostra epoca.

L’apparenza è quello che conta, quello che c’è dietro, il bagaglio che uno porta con sé e la sostanza sono poco attraenti se non possono essere ricondotti a schemi ben conosciuti.
Non riuscire a essere spontanei, sempre e nonostante tutto, oltre a causare un profondo disagio interiore, può causare anche una perdita di contatto con la parte più vera e autentica di sé e quindi generare uno stato di generale smarrimento.

Little Miss Sunshine
Little Miss Sunshine

Il film perfetto per voi: Little Miss Sunshine

La storia del film si sviluppa tutta intorno al viaggio della famiglia Hoover che decide di accompagnare la piccola Olive in California per partecipare a un rinomato concorso di bellezza.
La famiglia rasenta l’assurdo: il padre Richard è un motivatore che ha realizzato un programma in nove punti che cerca di vendere, la madre Sheryl fa di tutto per tenere insieme la famiglia, anche se ha appena portato a casa il fratello, studioso gay di Proust che ha tentato il suicidio per un amore finito male, il figlio quindicenne Dwayne, con il voto del silenzio per riuscire a entrare in Aeronautica e non dice una parola da 9 mesi, il nonno cacciato da una casa di riposo perché sniffa eroina, e infine Olive, la piccola della famiglia, che sogna di fare la soubrette.

Little Miss Sunshine
Little Miss Sunshine

La famiglia Hoover parte per questo viaggio attraverso la California su uno sgangherato furgone Volkswagen, ma durante il viaggio succederà di tutto e ogni personaggio si ritroverà a fare i conti con se stesso.

Il senso più profondo di tutta la storia viene esplicitato nella scena culmine del film durante l’esibizione di Olive, una bimba completamente diversa dalle altre concorrenti che si atteggiano a grandi donne consumate.
Olive non rientra assolutamente nei canoni richiesti, è goffa, non dotata, cicciottella, ma crede nelle sue capacità e nei suoi sogni e, come gli aveva detto il nonno che non ha mai smesso di incoraggiarla: “Sai chi sono i perdenti? I perdenti sono quelli che hanno così paura di non vincere, che non ci provano nemmeno”.

Il succo sta proprio in questa frase. Molto probabilmente Olive non diventerà mai una star, ma ci ha provato e mentre lo faceva era se stessa e felice.
La vita è un infinito concorso di bellezza, una gara continua, l’importante è credere in sé stessi, nella propria “performance” personale;  il resto, invece, vale meno di zero.

di Carlotta Di Falco