I Simpson… al microscopio

 

Per la generazione nata negli anni ’70-’80 sono un punto di riferimento a livello mondiale. Da quando sono arrivati sugli schermi nel lontano 1989, hanno ipnotizzato prima i bambini, dato che si tratta di cartoni animati, ma per i bambini non c’era proprio niente da vedere. Il giallo trionfa e stiamo parlando ovviamente della prima serie televisiva animata che ha aperto le porte all’irriverenza e al cinismo senza limiti: I Simpson.

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La famiglia Simpson.

All’inizio forse un po’ di più, dato che Matt Groening, storico creatore, spesso è stato vittima di censure e tagli vari. Una serie troppo scomoda, sfrontata, ma a volte così realisticamente assurda. Episodio dopo episodio, siamo arrivati alla bellezza di 27 stagioni!

Per noi ex bambini degli anni ’90, adesso vivere senza i Simpson è impensabile. Come è impensabile far vedere oggi una puntata di questa serie a dei bambini; decisamente una sit-com per soli adulti. Siamo cresciuti con loro, abbiamo assistito alla metamorfosi dei pupazzi gialli che hanno dettato tendenze, leggi e predetto addirittura il futuro.

È proprio così, i Simpson sono eccezionali nel loro genere, perché malgrado stiano sempre al passo con i problemi attuali, hanno anche precorso i momenti importanti della scienza e della tecnologia.

Un team di scienziati al comando

Lo sapevate che la direzione creativa dei Simpson, per quanto impossibile da credere, non è in mano a dei semplici folli visionari, ma a dei veri e propri scienziati? Gran parte degli autori dei Simpson ha una formazione scientifica, con tanto di laurea ad Harvard in matematica, biochimica, neuroscienze e fisica.

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In versione Lego.

Pionieri di tematiche scottanti

Tutte le emergenze di tipo ambientale, scientifiche e tecnologiche sono il pane quotidiano della comunità di Springfield. Forse il modo scanzonato e quasi superficiale è il segreto per uscire vittoriosi da tutte le battaglie. Prendendo in giro il falso buonismo della società americana (ma non solo) e una popolazione completamente soggiogata dagli spot pubblicitari e dalla televisione, i Simpson hanno anticipato problematiche di ogni genere.

In una puntata del 1997, Bart Simpson ‘contrae’ il virus dell’ebola, vi suona familiare? Sempre il povero Bart in un altro episodio soffre di iperattività e gli viene somministrato un farmaco dal nome evocativo l’ADHD, la droga dei bambini iperattivi. Per non parlare di Homer, operaio in una centrale nucleare, niente di più provocatorio e purtroppo parte integrante della nostra realtà.

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Homer e la meth.

Ospiti illustri

Le puntate speciali dei Simpson sono quelle forse che tutti ricordiamo con piacere, anche se la maggior parte di questi personaggi fanno parte del mondo dello spettacolo americano e quindi non li abbiamo riconosciuti. Ma anche in questo caso uno spazio per la scienza c’è sempre: l’astrofisico Stephen Hawking interviene in ben 5 episodi!

Lo stesso Hawking ha dimostrato un profondo rispetto per lo show televisivo, definendolo il miglior programma mai trasmesso in televisione. E se lo dice lui…

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Homer e la formula del bosone di Higgs.

Le anticipazioni più scioccanti

Il bosone di Higgs: la cosiddetta Particella di Dio, scoperta nel 2012 al Cern di Ginevra, l’aveva già scoperta Homer 14 anni prima. Si tratta della seconda puntata della decima serie, ‘The wizard of Evergreen Terrace’. La scena incriminata è quella in cui Homer è davanti a una lavagna e scrive una formula indecifrabile a noi comuni mortali. Questa formula è una predizione della massa del bosone di Higgs, ovviamente ricalcolando il tutto con formule e numeri che non siamo nemmeno in grado immaginare!

Se volete soddisfare appieno tutte le curiosità che vi abbiamo solleticato, trovate in giro delle pubblicazioni che raccolgono tutte le chicche tecnologico-scientifiche: La scienza dei Simpson di Marco Malaspina, The Simpsons and their Mathematical secrets di Simon Singh. Ma se siete dei pigri, potete sempre continuare a guardare la mitica serie!

di Michela Guida