Il Caso Ziqqurat: quando nostalgia, giallo e interattività si incontrano

Un programma per bambini. Un omicidio. Sei sospettati.

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Sofia, Rodolfo, Masako, Ettore, Olivia e Franco. Sono i sei sospettati di Il Caso Ziqqurat, creato da Fulvio Risuleo , ovvero la prima web serie interattiva italiana dove lo spettatore è chiamato a risolvere un omicidio avvenuto sul set di una trasmissione per bambini sull’orlo del fallimento. Sette brevi video che portano dall’omicidio in diretta all’interrogatorio dei vari sospettati.

Il Caso Ziqqurat

In un periodo come quello attuale dove è totalmente cambiata la visione e la fruizione con il cinema e la serie tv, ormai non basta più “semplicemente” guardare una serie ma bisogna anche interagire con essa. Partendo proprio da questo presupposto, e riflettendo sulle proposte degli ultimi anni che ci sono state offerte da piattaforme on demand come per esempio Netflix, il giovanissimo Fulvio Risuleo (28 anni), grazie anche alla produzione Artchivio, si cimenta in un’operazione molto complessa e coraggiosa: la creazione della prima web serie italiana interattiva, Il Caso Ziqqurat. Ma cosa vuol dire interattiva? Vuol dire che lo spettatore è chiamato a partecipare attivamente, facendo della scelte – e in questo caso portando avanti un’indagine alla volta della ricerca del colpevole – per arrivare alla soluzione finale.

Il Caso Ziqqurat

Davanti alla schermata principale abbia La Prova, ovvero il filmato principale che ci mostra quando e “come” è avvenuto l’omicidio. Dopo di ché ci saranno altri sei brevi filmati, l’interrogatorio dei primi sei sospettati che è possibile visionare in due modi: la semplice voce del sospettato oppure con un commento mentale del detective incaricato di seguire il caso. In questo caso si viene a creare anche una sorta di confronto tra lo spettatore e l’uomo. Una volta ascoltate tutte le deposizione, si può procedere con il definire chi è il colpevole e, alla fine, scoprire se si ha ragione oppure no.
L’interazione è, quindi, presente fin dai primi momenti. Lo spettatore, e in questo caso utente, è chiamato fin dal principio a fare delle scelte e ad approcciarsi attivamente alla narrazione che da anche la possibilità di prendere appunti, proprio come se fossimo di fronte ad un vero e proprio gioco alla scoperta del serial killer. Il Caso Ziqqurat è una sorta di Cluedo – ma no, nessun maggiordomo sospettato – che si svolge davanti lo schermo di un pc o uno smartphone e si presenta con un aspetto estetico molto grezzo, informale. Si percepisce subito che si tratta di un esperimento visivo e interattivo e il risultato è interessante.

Il Caso Ziqqurat

Inoltre, il Caso Ziqqurat strizza l’occhio ai nostri anni 80 e 90, e il fatto che sia un programma per bambini non è un caso (gioco di parole inevitabile). Il programma ricorda show tipici della mattina o del weekend come Bim Bum Bam, L’Albero Azzurro, Solletico e La Melevisione. Il simbolo del programma Ziqqurat è un simpatico elefante rosa, una marionetta gestita e mossa da Bruno che in ogni puntata lancia un indovinello da risolvere ai bambini da casa. La struttura del programma, il suo linguaggio, i costumi, gli stessi personaggi hanno una velata malinconia e nostalgia addosso. Ricordo dell’infanzia di chi ha creato la serie e anche della nostra generazione.

Non solo Il Caso Ziqqurat ci permette di interagire con la serialità ma anche di fare un salto nel passato, con una nota di tristezza e di cinismo.

Bruno, colui che muove l’elefante, durante la diretta del programma ha uno strano incidente che gli costerà la vita. L’Agenzia Assicurativa non credendo che si tratta di un incidente da il là per l’inizio delle indagini. Il detective chiamato in causa è ancora più vintage di tutta il resto della struttura!
Tra i protagonisti e interpreti di questo programma un po’ vecchiotto, troviamo anche due icone dimenticate che hanno fatto parte della nostra fanciullezza: Danilo Bertazzi, volto di Tonio Cartonio in La Melevisione, qui nei panni dell’acido e pettegolo truccatore Franco; Sonia Ceriola, la presentatrice Sofia in Ziqqurat, ma che è stata la storica conduttrice di La Posta di Sonia, trasmissione per bambini andata in onda sull’emittente romana Super 3.

Il Caso Ziqqurat

Senza svelare troppo di questa web serie a metà tra gioco e nostalgia, possiamo affermare che è un esperimento riuscito. Non fattevi demoralizzare dalla forma grezza, in quanto il suo fascino sta anche in quello. Fulvio Risuleo è stato veramente bravo e intuitivo nel realizzare una serialità ancora poco sviluppata e percorsa, soprattutto in Italia, e unendo a questo un aspetto fumettistico e vintage insieme alle classiche regole del genere giallo che siamo abituati a leggere e percorrere da sempre in letteratura con Agatha Christie o con il nostro Andrea Camilleri, e sul piccolo schermo con serie che vanno da La signora in giallo a Sherlock.

Il Caso Ziqqurat è già disponibile online a questo LINK!

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