Kasia Smutniak torna a parlare della vitiligine: “per guarire sono stata perfino dai santoni”

Kasia Smutniak torna parlare della malattia che l'ha colpita ormai sette anni fa: la vitiligine. La donna si lascia andare a dolorose confessioni

Kasia Smutniak torna a parlare della dolorosa malattia che l’ha colpita ormai sette anni fa: la vitiligine. L’attrice, ha rilasciato una lunga intervista in cui ha parlato del problema che l’ha tormentata da anni e per cui ha confessato di essersi affidata a qualsiasi pratica per provare a guarire

La vitiligine si è presentata soprattutto sugli arti, e da quel giorno Kasia Smutniak non si dà pace. Ovviamente, nonostante la vitiligine non abbia compromesso la straordinaria bellezza della donna, per un’attrice la situazione si complica e il percorso di auto-accettazione è sicuramente difficile

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“Mi sono ammalata di vitiligine 7 anni fa, all’inizio non l’ho presa per niente bene. Mi creava tantissima insicurezza, mi truccavo le mani anche solo per portare mio figlio all’asilo. Per guarire ho provato di tutto: prima sono andata dai medici e poi sono finita dai santoni. Santoni di ogni genere.

 

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Un post condiviso da KasiaSmutniak (@lasmutniak) in data:

Da quello che aveva più vitiligine di me, a quello che, invece di chiedermi come stavo, mi ha messo in mano il dvd di Perfetti Sconosciuti da autografare. Quando mi hanno bruciato delle conchiglie in faccia e poi mi hanno fatto sotterrare del pelo di pecora nel giardino di casa, mi sono detta: adesso basta.”

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Poi, dopo un lungo percorso e una frase motivazionale, la donna ha riscoperto se stessa, accettandosi e amandosi nella malattia:

Un santone nepalese che non mi ha guarita come tutti gli altri mi ha dato però una bella interpretazione della vitiligine, mi ha detto: sei un serpente, stai cambiando la pelle

 

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Un post condiviso da KasiaSmutniak (@lasmutniak) in data:

“Ho 40 anni, ho fatto molta strada, non sono più una ragazza ed è giusto rivendicare il cambiamento. Qualche giornale rispetta la mia scelta, altri mi rispondono: allora abbiamo un problema. Mi chiedo se il problema sia mio che sono un mostro oppure loro, che non vogliono pubblicare un po’ di verità.”