La Svizzera rende omaggio a Chaplin

Vevey, la cittadina Svizzera dove Chaplin ha vissuto gli ultimi anni della sua vita, ha deciso di rendere omaggio all'attore n modo piuttosto originale

A Vevey si trova l’ultima dimora dove Charlie Chaplin ha vissuto gli ultimi 25 anni della sua vita. Non a caso è proprio questa cittadina svizzera affacciata sul lago di Ginevra che ha deciso di rendere ulteriormente omaggio all’illustre ex cittadino con degli affreschi giganteschi ed esaltanti.
Le torri di Gilamont, costruzioni piuttosto prive di personalità, sono state scelte come tela per gli affreschi che ritraggono Chaplin in due dei suoi film più celebri: Tempi Moderni e La Febbre dell’Oro.
Il progetto, di dimensioni inedite in Svizzera, suggerito da un giovane abitante di “Gilamont” e realizzato dall’artista francese Franck Bouroullec, è stato inaugurato lo scorso 8 ottobre.

Oltre all’obiettivo di dare un pò di colore a questi palazzoni si è unita la necessità di ricordare l’attore e di puntare sulla sua figura per incrementare così il turismo della località svizzera: un motivo in più per fare un viaggetto da quelle parti.

Un po' di… "Tempi moderni"

Hai mai visto i film che ti citavo prima?
In Tempi Moderni Charlot, operaio alla catena di montaggio, è vittima e cavia delle macchine che lo “mangiano” e lo mandano in tilt. Perde il posto, ogni tanto trova lavori occasionali e se ne va in giro con una monella. Qui è chiarissima la satira sociale in difesa della dignità dell’uomo contro il dominio della macchina. Considerando che siamo negli anni ’30, direi che la pellicola era più avanguardistica, non credi? Se ci pensi oggi nessuno riesce a rendersi indipedente dalle macchine, di qualunque tipo esse siano.

E un pò di… "La Febbre dell'Oro"

Questo film è a dir poco sorprendente perché Chaplin mescola il dramma sociale e la solitudine della corsa all’oro con la comicità che rimedia alle atmosfere più angoscianti di quell’epoca.
La denuncia sociale, anche qui chiarissima, è incalzante e rappresenta le vere ingiustizie di quel mondo, ma lo fa con un’emotività che, a mio parere, nessun altro film è più riuscito a raggiungere.
Moltissime le sequenze celebri: Charlot e Big Jim che dalla fame mangiano una scarpa, Big Jim che dalla fame vede Charlot trasformarsi in un pollo, la danza dei panini dove Chaplin dà il meglio in quanto ad espressività artistica, la baracca in bilico sullo strapiombo e il bellissimo bacio finale tra Charlot e Georgia, tra i più belli in assoluto della storia del cinema.
Una piccola chicca: la versione ridistribuita nel 1942 è in versione sonorizzata, include un commento letto dallo stesso Chaplin e una partitura di sua composizione. Incredibili entrambi, non c’è altro da aggiungere!

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