La vera storia di Jumbo

La vera (e tragica) vita di Jumbo, l'elefante che ha ispirato il personaggio di "Dumbo".

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La vera (e tragica) vita di Jumbo, l’elefante che ha ispirato il personaggio di “Dumbo”. Alcolizzato, sfruttato e abusato dai suoi badanti, Jumbo è diventato una celebrità del diciannovesimo secolo, prima che la sua storia arrivasse alla Disney (e oggi, a Tim Burton).

Al cinema in questi giorni è in programmazione il film, noi vogliamo raccontarvi la storia dell’elefantino  che ha ispirato la prima visione prodotta da Disney.

La storia di questo elefantino di nome Jumbo, inizia in Abissinia (oggi Etiopia) nel 1962, quando viene catturato e la sua mamma muore per cercare di proteggerlo.

Il piccolo elefantino raggiunge Parigi in condizioni pessime e viene lasciato in uno zoo di Londra, lì conosce Matthew Scott, un allevatore a cui si legherà. Questo allevatore si prende cura di lui in tutti modi, dormiva persino nella sua gabbia. Tra i due si era instaurato un legame molto forte, col tempo Jumbo diventa una celebrità e tutti vogliono conoscerlo. Per circa 15 anni, le tantissime persone che si recavano da lui per conoscerlo, gli portavano delle torte da mangiare. Sappiamo che i dolci non sono sani per gli animali e così Jumbo, improvvisamente, aveva cambiato il suo carattere. Di giorno era un elefante gentile e amorevole, come tutti lo conoscevano ma di notte impazziva e distruggeva tutto.

Per farlo calmare, il suo amico Scott gli faceva bere del whisky che insieme alle torte, gli aveva gravemente danneggiato i denti e il suo sistema digestivo. I proprietari dello zoo di Londra decisero di venderlo a l’uomo d’affari americano PT Barnum , creatore dei moderni spettacoli di strada prima che il comportamento irregolare di Jumbo provocasse una grande tragedia. Jumbo era stato accolto con grande gioia negli Stati Uniti, ed era stato usato insieme ad altri 20 elefanti per mostrare la “solidità” del Brooklyn Bridge che era stato inaugurato a New York.

Ma lo status di celebrità di Jumbo era ancora più solido, e le continue visite in treno, da città a città, gli permettevano di essere in contatto con altri elefanti, che miglioravano il suo comportamento e forse gli permettevano di trascorrere alcuni anni felici .

La storia termina un giorno del 1885, quando il circo itinerante di Barnum arrivò a Saint Thomas, in Canada. Jumbo venne travolto da una locomotiva mentre cercava di salvare un piccolo elefante che stava camminando lungo i binari del treno. Questo gesto eroico è stato raccontato da Barnum, però è stato smentito da David Attenborough nel suo documentario Attenborough e l’elefante gigante nel 2017 in cui afferma di non credere alla storia bugiarda di Barnum.

Jumbo è morto a soli 24 anni, solitamente un elefante può vivere fino ai 70 anni. Barnum, nonostante la sua morte, ha continuato a monetizzare su Jambo e così aveva messo in vendita il suo scheletro. Quando il suo corpo era stato messo in vendita, furono trovate 300 monetine.

Fortunatamente, i diritti degli animali stanno gradualmente guadagnando forza in tutte le legislazioni del mondo. Circhi e zoo si ritrovano di fronte a una crisi da anni grazie agli sforzi degli ambientalisti e attivisti per i diritti degli animali, che cercano da sempre di rendere consapevoli tutti sulla dura vita degli animali che vivono in cattività. Tuttavia, la storia di Dumbo, l’elefante volante, rimane un classico indiscutibile del cinema, una storia che continua a far parlare.