Le 15 frasi più belle cantate da Lucio Dalla

Il grande cantautore ci lasciava oggi, 4 anni fa!

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4 anni fa, oggi, il mondo della musica, della cultura e dell’arte era in lutto, perché perdeva uno dei suoi personaggi più rappresentativi, uno dei cantautori che maggiormente ci ha fatto emozionare nel panorama italiano, una voce inconfondibile e unica: 4 anni fa moriva Lucio Dalla. Noi vogliamo ricordarlo con le parole più belle delle sue canzoni, frasi che ci accompagnano da tempo e che segnano momenti importanti, felici o tristi, della vita di ognuno di noi. Lucio, ci manchi!

Ma l’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale.

Prendi il cielo con le mani, vola più in alto degli aeroplani, non fermarti. Sono pochi gli anni forse sono solo giorni e stan finendo tutti in fretta e fila, non ce n’è uno che ritorni.

Perché ho scritto una canzone per ogni pentimento e debbo stare attento a non cadere nel vino o finir dentro ai tuoi occhi | se mi vieni più vicino…

Te voglio bene assaje ma tanto, tanto bene sai, è una catena ormai che scioglie il sangue dint’e vene sai.

Ma sì, è la vita che finisce, ma lui non ci pensò poi tanto, anzi si sentiva già felice e ricominciò il suo canto.

Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po’ e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò. Da quando sei partito c’è una grossa novità, l’anno vecchio è finito ormai ma qualcosa ancora qui non va.

Siamo angeli con le rughe un po’ feroci sugli zigomi forse un po’ più stanchi ma più liberi urgenti di un amore, che raggiunge chi lo vuole respirare.

Amore mio non devi stare in pena questa vita è una catena qualche volta fa un po’ male. Guarda come son tranquilla io | anche se attraverso il bosco con l’aiuto del buon Dio stando sempre attenta al lupo.

Vorrei seguire ogni battito del mio cuore. Per capire cosa succede dentro e cos’è che lo muove. Da dove viene ogni tanto questo strano dolore. Vorrei capire insomma che cos’è l’amore. Dov’è che si prende, dov’è che si dà.

Stare lontano da lei non si vive, restare senza di lei mi uccide.

Vorrei essere il vestito che porterai il rossetto che userai vorrei sognarti come non ti ho sognato mai ti incontro per strada e divento triste perché poi penso che te ne andrai.

La prua della barca taglia in due il mare ma il mare si riunisce e rimane sempre uguale e tra un greco, un normanno, un bizantino io son rimasto comunque siciliano.

Non so aspettarti più di tanto, ogni minuto mi dà l’istinto di cucire il tempo e di portarti di qua, ho un materasso di parole scritte apposta per te e ti direi spegni la luce che il cielo c’è.

E noi due qui distesi a far l’amore in mezzo a questo mare di cicale questo amore piccolo così ma tanto grande che mi sembra di volare e più ci penso più non so aspettare.

Dice che era un bell’uomo e veniva, veniva dal mare, parlava un’altra lingua, però sapeva amare e quel giorno lui prese a mia madre sopra un bel prato l’ora più dolce prima di essere ammazzato.