Oscars 2019: i momenti più magici della cerimonia

Dal magico duetto di Lady Gaga e Bradley Cooper al commovente discorso di Olivia Colman, i movimenti più belli degli Oscars 2019

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I 91esimi Academy Awards si sono ufficialmente conclusi. Tra felicità, poca convinzione e qualche polemica, anche quest’anno gli importanti premi Oscar per la stagione cinematografica 2018 sono stati consegnati. Ma, di questa lunga notte all’insegna del cinema tra premiazioni e red carpet, non resterà unicamente l’amaro in bocca e la gioia, ma anche alcuni momenti che sembrano già essere dei piccoli cult all’interno della storia della Cerimonia.

Oscars Momenti Migliori

Infatti gli Oscars non sono unicamente i premi, ma anche tutto ciò che compone la cerimonia, dai presentatori all’esibizioni fino ad arrivare ai commoventi discorsi tenuti da vincitori. E quest’anno, nonostante qualche malumore e una cerimonia molto sottotono che non ha fatto brillare gli Academy Awards di luce propria, possiamo comunque trovare alcuni momenti veramente incredibili ed emozionanti, probabilmente i veri protagonisti di questa notte magica.

Oscars Momenti Migliori

Quali sono stati i momenti più magici della Notte degli Oscar?

Apertura nel segno dei Queen

Ovviamente come ci si aspettava, ad aprire questi 91esimi Oscar Awards sono proprio i Queen (o quello che resta). Brian May insieme a Roger Taylor, guidati dalla voce di Adam Lambert aprono la serata sulle note di We Will Rock You, in omaggio al grande successo di Bohemian Rhapsody, tra i film concorrenti per il titolo Miglior Film dell’anno. Il Dolby Theater si è alzato letteralmente in piedi, facendo cantare e battere le mani a tutti gli ospiti della serata. L’esibizione si chiude con Labert che urla “Welcome to the Oscars” e sullo schermo schermo appare un’immagine di Freddie Mercury seguita da una grande standing ovation.

Tina Fey, Maya Rudolph e Amy Poehler

Come saprete, edizione atipica quelli di quest’anno agli Oscars dove non c’è stato un unico host a presentare la serata ma molti volti noti dello spettacolo incaricati di presentare e premiare i vincitori. Immancabile, comunque, il discorso di apertura, quasi sempre volto all’ironia ma anche a marcare l’accento su qualche aspetto politico e sociale che sta a cuore, cercando di citare quasi tutti i candidati agli Oscar.
E fortunatamente regine di questo primo incarico sono state le magnifiche Tina Fey, Maya Rudolph e Amy Poehler, un trio di donne incredibile e dalla lingua affilata. E, infatti, le donne partono immediatamente aprendo il discorso con una tanto dovuta quanto ironica premessa: “Non siamo le vostre conduttrici ma resteremo qui abbastanza a lungo da fare pensare a chi leggerà i giornali domani che abbiamo condotto noi la serata”. E, di questo, alle regine della comicità statunitense va riconosciuto: sicuramente non saranno state le presentatrici ufficiali, ma sono state la ciliegina sulla torta.

Il momento delle lacrime: Lady Gaga e Bradley Cooper

Inutile girarci attorno: uno dei momenti più attesi della serata era proprio il duetto tra Lady Gaga e Bradley Cooper con Shallow, canzone candidata come Miglior Canzone Originale che, come ci aspettavamo, ha vinto l’Oscar. Più che magico, il duetto è stato un vero fiume di lacrime, come lo è lo stesso A Star Is Born. Come ci stanno mostrando in queste settimane, l’alchimia tra Gaga e Cooper è fortissima anche al di fuori del set. I due sembrano essere fatti quasi l’uno per l’altra. Che ci sia del tenero davvero? Intanto in platea la bellissima Irina Shayk non ha tolto gli occhi di dosso dal marito Cooper, anche se lui ci è sembrato molto preso dalla Germanotta. Dite che qualcuno la notte scorsa ha dormito sul divano?

Samuel L. Jackson come Sofia Loren

Uno dei momenti più iconici della storia degli Oscar è stato quando, il 21 Marzo del 1999, Sofia Loren premiò Roberto Benigni per La Vita è Bella, vincitore del Miglior Film Straniero. La Loren, non appena aperta la busta, ebbè un attacco di gioia talmente tanto grande per l’amico e compaesano che, invece, di annunciare con far canonico il nome del vincitore, gridò “Robbberto” sul palco degli Oscar.
Episodio analogo quello dell’altra notta con Samuel L. Jackson che, insieme a Brie Larson, ha annunciato la Miglior Sceneggiatura Non Originale. L’Oscar in questo caso è andato a Spike Lee e il suo BlackKklansman. L’attore, preso anch’egli dalla gioia, una volta letto il nome, prima di annunciarlo alla folla, ha primo esultato quasi non credendoci e poi ha annunciato ufficialmente il vincitore. Lee una volta salito sul palco è letteralmente saltato in braccio a Samuel L. Jackson. A seguito c’è stato un grande discorso fatto dal regista statunitense, ovviamente rivolto a sensibilizzare l’unione in un momento storico e politico molto complicato per gli Stati Uniti.

Una vittoria inaspettata: Olivia Colman

Favorita della serata, e qui il gioco si presta benissimo, per la categoria Miglior Attrice Protagonista, era Glenn Close. Un Oscar che più che un Miglior Attrice era un vero e proprio Premio alla Carriera, dopo sette nomination e mai nessuna vittoria. A quanto pare, però, la favorita è stato proprio la protagonista del film La Favorita del regista greco Yorgos Lanthimos, ovvero Olivia Colman. La Colman è stata letteralmente presa alla sprovvista, avendo quasi un mancamento in platea, prima di salire trafelata ed emozionato sul palco. Tra una battuta, una pernacchia e la profonda gratitudine, il ringraziamento della Colman è stato uno dei momenti più belli di questi Academy Awars.