Paolo Tizzanini, svela i retroscena su Beppe Bigazzi: ecco come e perché si è spento

Paolo Tizzanini racconta alcuni retroscena su Beppe Bigazzi: secondo lo chef il noto giornalista e gastronomo si sarebbe lasciato andare, poche persone al funerale

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Beppe Bigazzi, ex volto storico di La prova del cuoco, si è spento il 7 ottobre 2019 ad Arezzo a 86 anni e la notizia della sua prematura scomparsa è stata comunicata, a funerali già iniziati, dal suo amico e collega Paolo Tizzanini. In una recente intervista lo chef ha voluto fare delle precisazioni e ha svelato alcuni retroscena sulla scomparsa prematura di Beppe Bigazzi.

Paolo Tizzanini, lo storico amico e collega di Beppe Bigazzi era legato a lui da un rapporto di profonda ammirazione. In una recente intervista rilasciata a Fanpage, lo chef ha voluto fare alcune precisazioni sulla prematura scomparsa di Beppe Bigazzi e ha smentito che fosse malato da molto tempo, così come in molti lo avevano scritto:

“Quando ho parlato con sua moglie Giuseppina che mi ha detto che stava male, sono andato da lui. Ci sentivamo almeno tre volte a settimana ma ci vedevamo quando possibile. Ultimamente lui non si muoveva più, quindi era diventato difficile vederci. Tra noi c’è stata un’amicizia sincera, una stima profonda. Era un uomo di grande cultura, ha ricoperto cariche importantissime, conosceva personaggi che hanno rivestito ruoli fondamentali, addirittura due presidenti degli Stati Uniti”.

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In molti si sono chiesti il motivo del silenzio della famiglia sui funerali di Beppe Bigazzi. Paolo Tizzanini ha chiarito anche questo aspetto:

“Giuseppina mi aveva detto che, per volontà di Beppe, non avremmo dovuto dire nulla agli amici prima delle esequie. Beppe ha voluto funerali privati e aveva disposto che vi partecipassero solo i figli, la moglie, altre poche persone, io e mia moglie Daniela. Nessun altro. Ha scelto di andarsene tranquillamente, senza troppi clamori. Si era ritirato a vita privata dal momento in cui aveva deciso di chiudere con la televisione ma la sua mente è stata lucidissima fino all’ultimo giorno”.

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Si sarebbe trattato, dunque, di un ultimo desiderio di Beppe Bigazzi, che la famiglia e gli amici hanno voluto onorare e rispettare. Ma Paolo Tizzanini ha voluto svelare anche alcuni retroscena sullo stato di salute di Beppe Bigazzi, smentendo che il suo amico e collega fosse gravemente malato:

“Se stava bene? Era 20 chili, non mangiava più ma era a casa tranquillo, sereno nel suo letto. Quando la dottoressa lo ha incontrato giovedì, lo ha rimproverato: “Signor Beppe, lei non ha una malattia. È lei che non reagisce”. È una persona che ha avuto il coraggio di decidere per se stesso fino all’ultimo e va rispettato anche per questo. Con la sua intelligenza e la sua saggezza, avrebbe potuto vivere fino a 200 anni. Ha scelto di andare via in maniera serena. Quando sono stato da lui il 3 ottobre gli ho portato l’ultimo raccolto di fagioli zolfini e un vino speciale”.

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Poi lo chef ha aggiunto:

“L’ultima cosa che ha mangiato sono stati proprio i prodotti della sua terra. Gli brillavano gli occhi, la sua terra era dentro di lui. Beppe non era gravemente malato, com’è stato scritto. Aveva avuto un problema di salute di quelli che capitano a chi ha 80 anni ma l’aveva superato abbastanza bene. La mia impressione è che abbia voluto morire. Aveva smesso di mangiare. La sua non era la cartella clinica di un malato terminale. Non lottava contro alcun male. Ha scelto di lasciarci in modo sereno. Non era intubato o gravemente malato”.

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Beppe Bigazzi, dunque, si sarebbe lasciato andare, secondo Paolo Tizzanini che ha concluso la sua intervista ricordando il carattere del suo grande amico e collega:

“Beppe era un grande ed era amatissimo. Da ieri sto ricevendo decine di messaggi. Immagino cosa sarebbe accaduto se avesse scelto di fare dei funerali in pompa magna. Solo che non gli interessava l’effimero, badava alla sostanza. Era profondamente diverso da tutti gli altri. Non desiderava apparire, preferiva essere. Era un signore, un uomo del rinascimento nato nel secolo sbagliato. Era capace di fare tutto e fino in fondo ha dimostrato la sua fortissima personalità. Ha voluto che la morte non avesse ridondanza. Ha voluto morire, ha sfidato la morte senza mai darle importanza. Poche altre persone ne sarebbero state capaci”.