“Scorretti!” il programma cancellato dalla Rai: la reazione inaspettata del conduttore

Rai annuncia significativi tagli ai palinsesti, cancellando dieci programmi tra cui "Giù la Maschera" di Marcello Foa, che denuncia la mancanza di comunicazione e l'influenza politica sulle scelte editoriali.

La Rai sta attraversando un periodo di profondi cambiamenti, con la recente ristrutturazione dei palinsesti che ha portato all’eliminazione di numerosi programmi. Tra questi, spiccano nomi noti come Monica Setta, Gigi Marzullo, Pino Strabioli e Luisella Costamagna. L’ente pubblico ha previsto un risparmio di circa 25 milioni di euro, una decisione che ha inevitabilmente comportato scelte drastiche e la cancellazione di trasmissioni storiche. Tra queste, si segnala “Giù la Maschera”, un programma di Rai Radio 1 condotto da Marcello Foa, il quale ha espresso il proprio disappunto riguardo a questa decisione.

La modalità della cancellazione

Un aspetto interessante di questa vicenda è il modo in cui Marcello Foa ha appreso della soppressione del suo programma. Contrariamente a quanto ci si aspetterebbe, non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale né una telefonata da parte dell’azienda. Foa ha scoperto la notizia tramite i giornali, una situazione che ha definito “sconcertante e irrispettosa”, considerando il suo passato ruolo di presidente della Rai. Questo episodio mette in luce una mancanza di comunicazione all’interno dell’ente e pone interrogativi sul rispetto delle figure che hanno ricoperto ruoli importanti nel servizio pubblico.

Le parole di Marcello Foa

Marcello Foa ha commentato la cancellazione di “Giù la Maschera” con un lungo post, esprimendo il suo rammarico per la decisione. Ha descritto il programma come una trasmissione “libera e indipendente”, sottolineando che fosse stato concepito due anni fa per offrire un autentico servizio pubblico. Ogni episodio affrontava un tema specifico, con la partecipazione di ospiti di rilievo e opinionisti. Foa ha notato che, nonostante il programma avesse ottenuto ascolti positivi e fosse stato potenziato dalla Rai nel corso dell’anno precedente, la nuova direzione ha optato per una brusca interruzione.

Il conduttore ha anche accennato a possibili motivazioni politiche alla base della decisione, affermando che “in Rai i partiti mettono la loro voce per cercare di influenzare il palinsesto”. Secondo lui, la cancellazione di una trasmissione che rappresentava il pluralismo e la libertà di opinione è sintomatica di una realtà in cui le influenze esterne possono condizionare le scelte editoriali. In un’intervista a La Presse, Foa ha ribadito il suo dispiacere, suggerendo che la chiusura del programma non rispecchiasse esclusivamente le sue performance ascolti, ma fosse più legata a dinamiche politiche interne.

Un futuro incerto per il conduttore

Nonostante il rifiuto della Rai di comunicare direttamente la cancellazione, Foa non esclude un possibile ritorno in futuro. Tuttavia, il suo disappunto rimane evidente. Ha descritto la mancanza di comunicazione come un comportamento eticamente scorretto, evidenziando l’importanza di una relazione umana nel contesto professionale. “Se la Rai vorrà fare un gesto, mi chiami. Altrimenti pazienza, la vita va avanti”, ha affermato, lasciando intendere che non intende alimentare polemiche ma desidera piuttosto un dialogo costruttivo. Le sue parole rivelano un profondo attaccamento ai valori di una radio libera e pluralista, che sembra trovare sempre meno spazio nel panorama attuale del servizio pubblico.