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Serie TV da vedere assolutamente

Quali sono le serie tv che non potete perdervi? Ecco la nostra lista aggiornata

Risulta sempre complesso decidere cosa vedere quando si ha del tempo libero. Dopo il lavoro, durante una pausa dallo studio in compagnia di amici davanti una pizza, la scelta tra migliaia di film e serie tv diventa difficile e snervante. A ciò si aggiunge la vasta quantità di servizi e piattaforme di streaming, oltre ai classici canali televisivi, che offrono tutti qualcosa di diverso e interessante. Mettendo da parte i lungometraggi, in questo articolo si proverà a fare una selezione di quelle che sono le migliori serie tv del momento, che trovate approfondite su FilmPost.it nel quale sono presenti tutte le news sul cinema e sulle serie tv

La scelta non è stata casuale ma frutto di un’accurata selezione. I criteri sono stati principalmente tre. Il primo è rispettare la proposta dell’articolo, ovvero citare serie “del momento”: tutti i titoli in questo articolo sono stati infatti distribuiti negli ultimi mesi. Il secondo è cercare di venire incontro ad ogni lettore proponendo serie tv appena iniziate, alla loro prima stagione, per evitare di far recuperare puntate su puntate prima di arrivare alla nuova stagione. Proprio per quest’ultimo motivo restano fuori dalla lista titoli di grande successo, tornati con i nuovi episodi, come Gomorra, La casa di carta, The Morning Show o The Great, per dire alcuni. Ultimo criterio è la varietà: nell’articolo troverete serie tv presenti su Netflix (che però comanda, come prevedibile, in questa selezione), Disney+, Apple TV+ a tante altre piattaforme presenti in Italia.

Dopesick – Dichiarazione di dipendenza

Specialmente negli Stati Uniti, ogni anno muore una quantità di persone impressionante per dipendenza da oppioidi e per l’utilizzo sconsiderato di questi. Utilizzata dalle case farmaceutiche per medicinali che aiutano ad alleviare forti dolori, la sostanza crea una fortissima dipendenza e la possibilità di complicazioni cardiache e respiratorie. Tanto si è discusso fino ad arrivare al best-seller scritto nel 2018 dalla giornalista Beth Macy, Dopesick: Dealers, Doctors and the Drugs Company that addicted America. Danny Strong (Empire) ha preso il libro e ne ha tratto una serie interessantissima disponibile in Italia su Disney+, Dopesick – Dichiarazione di dipendenza. La serie è tratta da una storia vera e narra di come una sola compagnia sia riuscita a scatenare un’enorme crisi farmaceutica. Tra aziende, studi medici e indagini della DEA, la narrazione si snoda tra passato e presente per cercare di raccontare gli sviluppi che hanno portato a ciò e le conseguenze.

Una crisi che va avanti da anni e chela serie racconta nel migliore dei modi, cercando di essere sia precisa nella sua narrazione dei fatti che coinvolgente e appassionante nell’intreccio. Un titolo in cui ogni personaggio è scritto benissimo ed è capace di dare una svolta improvvisa alla storia, anche grazie alle ottime interpretazioni di un cast di prim’ordine. Tra tutti spiccano i nomi di Michael Keaton, Rosario Dawson e Michael Stuhlbarg. Sicuramente tra le novità più interessanti della stagione televisiva, Dopesick è un ottimo show che di settimana in settimana stupisce sempre di più ed è capace di fondere perfettamente una precisa cronaca storica con l’intrattenimento e lo spettacolo.

Strappare lungo i bordi

Uno degli autori più importanti del fumetto italiano, per pubblico e critica, degli ultimi dieci anni. Questo è Zerocalcare, nome d’arte di Michele Rech. Conosciuto per alcuni dei suoi lavori artistici più importanti da moltissimi, vive il suo momento di maggior notorietà per Strappare lungo i bordi, la serie Netflix ispirata alle sue storie (quasi totalmente a La profezia dell’armadillo) e da lui stesso supervisionata. Dieci anni fa sorprendeva tutti con uno stile semplice ma deciso, pieno di cose da raccontare ma bravo nel parlarne con un linguaggio adatto a tutti. La serie Netflix è Zerocalcare allo stato puro, è un prodotto strano ma spassosissimo, divertente per buona parte della sua durata ed emozionante nei momenti giusti e più intimi. Non è un prodotto perfetto ma si percepisce una sincerità eccezionale che lo rende subito piacevole.

Non si può non voler bene a Strappare lungo i bordi. Perché nella sua frenetica velocità e nel suo straordinario mondo fatto di strani personaggi sopra le righe, c’è tutta l’umanità di un protagonista/autore che diventa passo dopo passo un amico; con quel mondo di relazionarsi e di parlare allo spettatore, tanto criticato da qualcuno, che è la forza della serie. Non solo questo: una delle più importanti basi per il successo della miniserie è la sua durata e la sua struttura. Sei episodi da 15-20 minuti, che possono esser visti quando si ha del tempo libero, vista la durata, o come un film unico di circa due ore. Un viaggio che, a prescindere dalle modalità di visione e dalla natura dei sentimenti suscitati, non può lasciare indifferenti.

Omicidio a Easttown

Forse, fra tutte le serie tv qui elencate Omicidio a Easttown è quella meno originale e forse meno interessante delle altre. Perché inserirla allora? La serie disponibile su NOW si presenta come il classico show murder-mistery ambientato nell’America di provincia, nei sobborghi rurali meno affollati e più legati alla tradizione ma pieni di misteri. Per intenderci, ciò che da Twin Peaks in poi ha fatto da sfondo a centinaia di serie televisive. Ciò che la rende speciale e la distingue dagli altri prodotti simili è la scelta del cast, soprattutto della protagonista. Il ruolo è affidato infatti ad una bravissima Kate Winslet che si conferma una delle migliori attrici viventi. La sua Mare Sheehan è una cinica detective che si trova ad indagare ad un caso di omicidio mentre i fantasmi del passato legati ad un altro crimine la perseguitano.

Proprio la prova della Winslet è fenomenale, capace di tenere sulle spalle l’intera serie anche grazie ad una serie di comprimari di altissimo livello, come il bravissimo Evan Peters. La serie ideata da Brad Ingelsby è diretta da Craig Zobel, regista dell’interessante The Hunt del 2020; ed è proprio l’aspetto tecnico un ulteriore punto a favore della serie che, pur partendo da un plot scialbo, spicca per la cura di ogni particolare, per una regia e una scrittura pulite e precise, oltre alla già ricordata forza delle performance attoriali.

Arcane

Tra i prodotti più amati dell’anno e sicuramente tra i migliori dal punto di vista qualitativo, c’è una serie tv animata Netflix che è difficile non definire un piccolo capolavoro. Un tripudio di emozioni è ciò che qualsiasi spettatore può provare dalla visione di Arcane, ambientata nell’universo di League of Legends, videogioco di Riot Games tra i più conosciuti e lodati dell’ultimo decennio. La serie si pone infatti l’obbiettivo di mostrare eventi antecedenti a quelli narrati nel videogioco ed è proprio questo uno dei punti a favore: anche da profani di può godere quasi totalmente di Arcane, anche senza aver mai giocato a LoL o avere un’idea dei personaggi. Divisa in tre atti usciti a distanza di una settimana l’un l’altro sulla piattaforma, è una vera meraviglia dal punto di vista tecnico. Vedere Arcane è un’esperienza incredibile, che lascia sempre con gli occhi spalancati e la bocca aperta.

Animazione tridimensionale fusa ad una colorazione che ricorda delle pennellate decise e che mostra la perfetta commistione tra innovazione e tradizione. Tutto è iper-espressivo e dotato di un carisma scenico da far paura. E, tornando a quanto detto in precedenza, è proprio il world building messo in scena ad essere coinvolgente: assistiamo alla nascita di una storia e ci appassioniamo puntata dopo puntata a personaggi ed eventi, non riuscendo, durante le pause dalla visione, a controllare l’attesa di essere scaraventati nuovamente nel loro mondo. Arcane ha subito raggiunto il 100% di gradimento su Rotten Tomatoes ed è stata rinnovata da Netflix per una seconda stagione: non vederla vuol dire farsi un grandissimo torto.

Scene da un matrimonio

Creata e diretta da Hagai Levi (The Affair, In Treatment), Scene da un matrimonio porta sulle spalle un peso immenso. La serie è difatti il remake americano dell’omonima miniserie svedese del 1973 (di cui esiste anche una versione ridotta per il cinema) diretta da un maestro del cinema internazionale come Ingmar Bergman. Un autore del genere è sempre difficile da avvicinare e tanto più da riproporre per il pubblico contemporaneo un progetto di quasi cinquant’anni. Lo show HBO punta totalmente sui suoi protagonisti, i bravissimi Oscar Isaac e Jessica Chastain (nei ruoli che in passato furono di due attori straordinari, Erland Josephson e Liv Ullmann). I due sono Jonathan e Mira, una coppia sposata: lui, professore di filosofia molto comprensivo e accomodante; lei, ambiziosa e affermata nel settore tech, oltre che insoddisfatta dal proprio matrimonio.

La serie remake di Hagai Levi rispetta l’opera di riferimento del 1973, non cambiando nulla, ma prova a far evolvere la narrazione per renderla più vicina ad un pubblico nuovo. Una storia d’amore, o meglio di decostruzione di un amore, di un confronto costante tra due anime che dopo essersi salvate a vicenda incontrandosi ma che adesso stanno pian piano vedendo sfumare tutto. Tutto, però, senza riuscire ad allontanarsi anche nei momenti più cupi. Uno sguardo nell’intimità di una coppia che mette a nudo i protagonisti con una disamina eccezionale. La serie è disponibile su Sky e NOW ed è uno dei prodotti televisivi da non perdere assolutamente.

Midnight Mass

Se c’è un regista che negli ultimi anni ha dominato la serialità horror, quello è Mike Flanagan. Il regista americano torna con una nuova serie Netflix dopo il successo di The Haunting of Hill House e The Haunting of Bly Manor. L’ultimo piccolo gioiello si chiama Midnight Mass e già il titolo dice molto. Rifacendosi alla struttura orrorifica delle storie di King, la serie mette spesso da parte la vera e propria componente horror per sviscerare i rapporti tra i protagonisti, lasciandoci immergere nelle loro vite e rivelandone i segreti. Così Flanagan inizia puntata dopo puntata a tessere la tela di un thriller spirituale che penetra nella mente dello spettatore. Punto forte di Midnight Mass è sicuramente la componente religiosa, i rimandi alle sacre scritture e i suoi personaggi che rendono ogni elemento inquietante.

Priva di jump scares, la serie sceglie sempre di non spaventare giocando facilmente ma prova ad addentrarsi nella psiche per colpire con semplicità. La storia è quella di una comunità di una piccola isola americana che viene scossa dall’arrivo di un nuovo prete. Il precedente è impossibilitato per via di alcuni problemi di salute e il nuovo arrivato, molto più giovane, sarà sull’isola solo per breve tempo, in attesa della guarigione del collega più anziano. Dal suo arrivo, iniziano però ad accadere strani avvenimenti, apparentemente inspiegabili: gli abitanti dell’isola non sanno ancora accadrà di lì a poco.

Hawkeye

L’ultima serie tv del 2021 dei Marvel Studios è, anche se difficile da pensare, una storia natalizia. O almeno, natalizio è lo sfondo che ospita le vicende di Hawkeye, show dedicato al personaggio interpretato da Jeremy Renner (unico degli Avengers ad esser rimasto senza un progetto stand alone). Dopo un decennio tra gli Avengers ed essere uno dei pochi rimasti della formazione iniziale, Occhio di Falco sembra essersi ritirato dalle scene. La famiglia è la cosa più importante al momento. Quando una giovane ragazza si mette nei guai, alcuni fantasmi del passato tornano a perseguitare Clint Barton e i piani per il Natale saranno presto cancellati. La serie vede il debutto nel Marvel Cinematic Universe di Heilee Steinfeld (protagonista della serie Dickinson) nei panni di Kate Bishop, giovane sopra le righe, cresciuta ammirando le gesta di Occhio di Falco dalla battaglia di Nwe York del 2012 in poi.

La serie mette da parte battaglie cosmiche, villain alieni e molti degli elementi che avevamo visto nel passato della Marvel. Il clima qui è più “terreno” e le vicende più legate alla criminalità cittadina. Un lato più urban, che lega questo show ad alcuni dei prossimi progetti televisivi di Disney+, tra i quali Echo (personaggio qui introdotto e fondamentale per i legami che può avere con alcuni dei più attesi protagonisti delle storie a fumetti Marvel). In attesa di poter vedere in sala Spider-Man: No Way Home, Hawkeye risulta uno dei prodotti più equilibrati di quest’anno televisivo, grazie soprattutto all’ottima chimica tra i protagonisti e la varietà di sperimentazioni visive che i Marvel Studios hanno deciso di adottare (uno straordinario piano sequenza del terzo episodio, tra tutti).

Maid

Arrivata in sordina tra le serie tv Netflix, Maid è uno di quei titoli che ha subito scalato le classifiche dei più visti. La serie con protagonisti Margaret Qualley, Andie MacDowell e Nick Robinson porta sulla piattaforma di streaming una bellissima storia che ha sorpreso ed emozionato moltissimi. Maid è bsata sul romanzo Maid: Hard Work, Low Pay, and Mother’s Will to Survive di Stephanie Land (nel 2019 al terzo posto nella classifica del New York Times dei titoli più venduti negli States). Dietro la serie c’è Molly Smith Metzler, già nota per Orange is the New Black. La miniserie in dieci puntate ha ottenuto dalla critica punteggi altissimi e si è brevemente affermata come una delle serie tv del momento.

Protagonista di questa edificante vicenda è Alex giovane madre che scappa da casa dopo l’ennesima sfuriata del marito alcolizzato. Inizia così il suo percorso di rivalsa e rivincita, una volontà di ricominciare dopo aver rinunciato alla sua vita e alla sua indipendenza per pensare solo alla famiglia e all’amore. Lo sguardo della serie però non è rivolto solo alla sua protagonista ma soprattutto rivolge le attenzioni a molteplici tematiche e problematiche sociali e culturali americane. Così Alex diventa quasi un tramite per raccontare luoghi, persone e contesti che pur distanti diventano estremamente affascinanti ma anche, spesso, respingenti, portando ad una riflessione profonda nella mente dello spettatore. Maid è sicuramente una serie da vedere, per i temi trattati, le splendide interpretazioni e la sincera voglia di raccontare che traspare da una sceneggiatura che sfrutta ogni elemento per lasciarci immergere totalmente.

Only Murders in the Building

Ci sono Steve Martin, Martin Short e Selena Gomez. Sembra l’inizio di una barzelletta ma invece è Only Murders in the Building, serie disponibile su Disney+ e vera e propria rivelazione degli ultimi mesi. Creata da Steve Martin, Dan Fogelman e John Hoffman, la serie è già stata rinnovata per una seconda stagione e ciò testimonia il notevole successo ottenuto dalle prime dieci puntate. La serie segue le vite di tre estranei all’interno di lussuoso e sofisticato palazzo newyorkese. I tre sono Mabel, Charles e Oliver: personalità diverse, che hanno in comune la passione per il mistero e il genere crime e che si troveranno ad avere a che fare con un delitto che alimenterà la loro passione per i crimini. Il condominio in cui vivono diventa infatti una scena del crimine e i tre protagonisti inizieranno la loro indagine alla ricerca delle spiegazioni dietro la morte improvvisa.

Attraverso espedienti interessanti e narrativamente intelligenti, come il podcast che accompagna le indagini e documenta il caso, Only Muders in the Building impressiona per la scorrevolezza e il ritmo delle puntate – anche merito del minutaggio adeguato al genere comedy, circa 30 minuti ognuna. Ognuno ha segreti e la serie è brava a sviscerare dettagli sulle vite dei condomini e degli stessi protagonisti con parsimonia e piazzando dettagli che spingono lo spettatore a mettersi negli stessi panni da detective dei tre. Lo stile molto caotico, pieno di humor nonsense e di situazioni assurde sono le vere armi in più di uno degli show più sorprendenti dell’ultimo periodo, capace di coinvolgere e divertire, appassionando grazie ad una misteriosa storia tutta da decifrare.

Squid Game

Forse è scontato inserire questa serie in una classifica degli show del momento ma allo stesso tempo sembra inevitabile. Il successo planetario di Squid Game sembra non potersi arrestare. Dopo aver abbandonato da poco il trono dei prodotti più visti su Netflix, la serie coreana continua, comunque, a mantenere una posizione stabile all’interno della top 10 di ogni paese (in Italia è da poco arrivato il doppiaggio italiano, avvenimento da considerare storico visto il l’atteggiamento solitamente riservato a questi prodotti). Squid Game deve il suo successo a tantissimi elementi: i personaggi costruiti benissimo e capaci di creare subito empatia con lo spettatore; l’aspetto visivo che grazie ai suoi colori e alle sue magnifiche scenografie spettacolarizza il tutto; una trama che, pur non essendo tra le più originali, coinvolge dall’inizio alla fine. 

La storia narrata nella serie di Hwang Dong-Hyuk è semplice ma ricca di spunti e colpi di scena. La Corea del Sud è uno dei paesi al mondo con più debiti: sono soprattutto i cittadini, specie piccoli commercianti e giovani imprenditori, a trovarsi con le spalle al muro. Seong Gi-hun, uomo che sembra sprecare le sue giornate senza un vero scopo e un lavoro che possa mantenerlo, ha la possibilità di cambiare la sua vita quando viene invitato a partecipare, insieme a centinaia di sconosciuti, ad un gioco. Le numerose sfide sono celebri giochi per bambini e l’obbiettivo è resistere fino all’ultimo. La vittoria porterebbe nelle tasche del vincitore una somma di 45,6 miliardi di won (pari a circa 33 milioni di euro). L’unico ostacolo è uno: chi viene eliminato da ogni gioco, muore.

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