Costruire, abitare, pensare: quando l’architettura incontra la tecnologia

Costruire, abitare, pensare: quando l’architettura incontra la tecnologia

Architettura e tecnologia si raccontano all’XI edizione di Cersaie.

Tecnologia e architettura sostenibile si fondono: queste le premesse dalla XI edizione di Cersaie. Ospiti quest’anno, il cileno Felipe Assadi, noto per l’utilizzo di materiali economici, trasportabili e smontabili, l’indiana Anupama Kundoo, che porta la sua ricerca progettuale sugli aspetti dell’architettura sostenibile, i francesi Dominique Jakob e Brendan MacFarlane, che focalizzano il proprio lavoro sull’utilizzo della tecnologia digitale come strumento concettuale e mezzo di produzione, e infine l’argentino Emilio Ambasz, uno dei maggiori esponenti dell’architettura a bassi consumi energetici.

Dominique Jakob e Brendan MacFarlane, che hanno fondato l’omonimo studio, racconteranno durante la conferenza che si tiene giovedì 26 settembre alle ore 10.30 presso la Galleria dell’Architettura del Cersaie tutti i loro progetti futuri.

Jakob+MacFarlane, questo lo studio degli architetti, è stato fondato nel 1992 a Parigi con l’obiettivo di promuovere un lavoro focalizzato sull’utilizzo della tecnologia digitale sia come strumento concettuale sia come mezzo di produzione.

Questo avviene anche grazie alla scelta e all’utilizzo di nuovi materiali per creare ambienti più flessibili.

Alcuni dei loro progetti principali, conosciuti in tutto il mondo, includono il Ristorante Georges all’interno del Centre G. Pompidou a Parigi (2000), la ricostruzione del teatro di Pont-Audemer in Normandia (2001) e la biblioteca Florence Loewy Books di Artists in Paris (2001), I Docks di Parigi (2008), il Cube Orange (2010) e la sede di Euronews a Lyone (2014).

Grazie alla sperimentazione della tecnologia digitale con l’architettura, il duo si è portato a casa la vittoria di due progetti nell’ambito del concorso internazionale di architettura “Reinventing Cities”, lanciato nel 2017 da C40, il network globale di metropoli costituito per affrontare il climate change: Living Landscape a Reykjavik e Odyssée Pleyel a Saint Denis.

I progetti dello studio, oltre ad aver ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, sono stati esposti in diversi musei e fondazioni, tra i quali il Victoria & Albert Museum (Londra, 2003), il SFMOMA (San Francisco, 2004), al Museum of Architecture (Mosca, 2000), all’Artist Space (New York, 2003), al Carnegie Melon (USA, 2001) al Mori Art Museum (Tokyo, 2004), al Centre G. Pompidou e al Pavillon de l’Arsenal (Parigi).

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