borgo parrini

C’è un posto magico ispirato a Gaudì vicino Palermo: ecco Borgo Parrini

Poche case coloratissime e piene di piante, tre pizzerie e la bellezza della natura, Borgo Parrini nasce grazie all'intuizione di un partinicese visionario

Prendi un piccolo borgo siciliano a pochi chilometri da Palermo quasi completamente abbandonato. Acquista dei ruderi, ristrutturali in chiave completamente diversa con chiari riferimenti a Gaudì ma anche all’architettura spagnola, greca e portoghese.

Ripulisci tutto e riepilo di piante colorate: è questa in brevissimo la ricetta vincente di Borgo Parrini a Partinico. Un piccolo agglomerato di case, che è diventato da quest’anno meta per turisti, curiosi e instagrammer.

Ecco sì, dobbiamo dirlo, è un luogo molto instagrammabile. E se ne sono accorti in tanti: così grazie al tam tam sui social e a qualche articolo online Borgo Parrini è diventata una delle tappe per chi ama la bellezza nascosta della Sicilia ed è alla ricerca di scorci da fotografare.

Come si raggiunge Borgo Parrini?

Il borgo è estremamente facile da raggiungere. Se siete in vacanza a Palermo, dall’autostrada Palermo-Trapani, prendendo lo svincolo per Partinico al primo bivio ci si immette sulla statale in direzione centro di Partinico.

Poi occorre immediatamente svoltare a sinistra, proprio di fronte alla pompa di benzina. Da qui bisogna seguire le indicazioni e in pochi minuti si arriva a Borgo Parrini.

Cosa si mangia di buono a Borgo Parrini?

In questo pittoresco insieme di case ci sono anche tre pizzerie: Nu Parrinaro, A Stidda e La Borgatella e un panificio. Così, oltre ad essere circondati dalla bellezza è possibile anche far godere il palato e riempire lo stomaco.

In particolare sono due le specialità del luogo: u vota e sbota della pizzeria A Stidda e la pizza al limone, tratto ormai comune a tutte e tre le pizzerie.

U vota e sbota è una focaccia di grano duro che fa un passaggio rapido in forno – rigorosamente a legna – e viene girata e rigirata velocemente per questo il nome che vuol dire proprio gira e rigira.

A proposito dei Vota e sbota il consiglio è quello di prenderli con condimenti semplicissimi e genuini e (si spera) a km zero, come l’olio, il pomodoro o il caciocavallo, gli altri ingredienti non rendono affatto giustizia alla bontà di questo prodotto perché non sono tipici del luogo come i salumi.

Ci sono altri due suggerimenti preziosi per coloro che amano il buon cibo: vicino il borghetto esiste un allevamento di bufale e accanto c’è il caseificio e la rivendita dei prodotti caseari come mozzarelle, burrate, ricotte e molto altro ancora.

La bontà di questi prodotti è davvero incredibile, assolutamente straconsigliato un passaggio per l’acquisto di qualche prodotto. Altro luogo importante con una storia che ha segnato quel territorio è la Cooperativa agricola No.E. (No Emarginazione).

Questo luogo nasce su un terreno confiscato alla mafia ed è tutto coltivato in biologico, è possibile acquistare ortaggi e altre chicche che variano di mese in mese perché le colture seguono la stagionalità, anche qui consigliatissima una sosta per gli acquisti. I

n tutti questi posticini consigliati una cosa da non trascurare è il prezzo molto abbordabile di ogni cosa, dai Vota e Sbota ai prodotti dell’allevamento di bufale, agli ortaggi biologici.

Come nasce l’idea di riqualificare il borgo in questo modo così suggestivo

Ma torniamo al nostro borghetto, come nasce l’idea di riqualificare in modo così d’impatto e suggestivo questo piccolo scorcio? È presto detto, l’idea è venuta a Giuseppe Gaglio, 57 anni, partinicese doc.

Lui nella vita si dedica a tutt’altro, ma ha una grande passione per l’arte e sicuramente è stato un visionario e un pioniere. E racconta:

Io sono uno nato e cresciuto a Partinico e in quel borgo ho passato gran parte della mia vita, trent’anni fa ho deciso di investire in questo borgo abbandonato. Ho acquistato quelli che erano dei ruderi, nel tempo, a poco a poco, li ho ristrutturati ma ho voluto osare e puntare sulla bellezza e sui colori del mediterraneo.

I colori sono proprio uno dei punti forti di Borgo Parrini e, come già detto, non sono stati scelti a caso:

Tanti anni fa, i colori che io ho usato per riprendere le casette, ovvero l’azolato (l’azolo si usava per lavare il bucato bianco, ed era di colore azzurro) e l’ocra, erano gli stessi che si usavano per dipingere le abitazioni. Poi però questa tipicità siciliana si è persa e tutto è diventato più scialbo, bianco o grigio. Io ho voluto riprendere le antiche tradizioni architettoniche e le ho commistionate ad altre culture sempre del mediterraneo come la Spagna, il Portogallo e la Grecia, ci sono anche diversi riferimenti a Gaudì e al suo Park Guell e un omaggio a Frida Kalo.

Nel frattempo, Gaglio ha recuperato le sue case investendo tutti i suoi averi in questo progetto. Ogni anno si aggiunge un tassello di bellezza al borgo: quest’anno, entro ferragosto, apriranno i battenti la caffetteria letteraria e la biblioteca.

La storia di Borgo Parrini

Nel 1500 qui i padri gesuiti costruirono un convento e da qui il nome “Parrini”, che vuol dire preti. A poco a poco col tempo si spopolò e anche i gesuiti abbandonarono il convento, nel 1942 aprì un panificio che segnò la storia del luogo, chiamato il panificio da “Za Santa” (zia Santa) che ancora oggi fa un pane ottimo con un’antica ricetta tramandata e col forno a legna.

Grazia al pane ottimo a poco a poco il borgo cominciò a diventare un punto di riferimento a Partinico e nei comuni limitrofi. Nel 1991 il figlio della “Za Santa” decide anche lui di aprire un’attività dentro il borgo. Non sapeva bene cosa: all’inizio pensava ad una pizzeria.

Poi, invece, dopo vari tentativi trovò la ricetta perfetta e nacquero i Vota e svota della pizzeria “A Stidda”, il primo ristorante a nascere nel borgo.

Manifestazioni da vedere durante l’anno

Tra le manifestazioni culturali e religiose del borgo più importanti c’è il presepe vivente durante il periodo natalizio che merita di essere visto.

C’è poi la festa di Maria Santissima del Rosario che cade la prima settimana di settembre. Consiste in una processione che dura otto ore, tra le varie borgate vicine come borgo Parrinello.

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