A tavola con… Lisa Casali di @Ecocucina

Ho conosciuto Lisa la prima volta ad un show cooking promosso da Tre Spade, a Genova: una ragazza semplice, sorridente e molto affabile.
Descrivere cosa fa non è semplice, non perché sia complesso ma perchè ne fa tante!
È una chef, blogger e scrittrice esperta di tematiche ambientali. Laurea in Scienze Ambientali, Master in Management Ambientale alla Bocconi, ha lavorato per il Ministero dell’Ambiente e da otto anni lavora per il Pool Inquinamento. È l’autrice del blog Ecocucina e dei volumi Ecocucina (2012), Cucinare in lavastoviglie (2011), La Cucina a impatto (quasi) zero (2010), pubblicati con Gribaudo Editore.
Nel 2012 è stata conduttrice del programma Zero Sprechi su Gambero Rosso Channel (consigli su orto urbano, autoproduzione e riduzione degli sprechi in cucina) e da due anni della rubrica La cucina eco-nomica nel programma Uno Mattina in Famiglia su Rai1. Inoltre è testimonial del WWF per l’alimentazione sostenibile e collabora con varie testate sempre sul tema dell’ecologia.

Una vita piena di cose, infatti se le chiedi come vede la sua vita lei risponde “La mia vita è un po’ come la mia cucina, LatoA + LatoB nel senso che mi divido in due per seguire le mie due attività principali. Da un lato c’è il mio lavoro al Pool Inquinamento, com orari di ufficio e che spesso mi porta a viaggiare. Dall’altro in tutto il tempo libero c’è Ecocucina, con il blog, le trasmissioni, i libri etc.”

Quello che spera è che la sua attività sensibilizzi sempre più persone a cambiare le proprie abitudini verso uno stile di vita più sostenibile. Il suo personale sogno sarebbe quello di trasferirsi un giorno in una città sul mare e abbracciare uno stile di vita anche più rilassato e meno stressante di ora, naturalmente insieme al suo compagno.
Se volete restare in contatto con lei oltre che con il blog, la trovate anche sui social come Facebook dove ha creato il gruppo Ecocucina, su Twitter è @Liscalisca, Instagram @Ecocucina.

lisa casali
lisa casali

Se fossi un piatto cosa saresti? Perchè?
Il piatto con cui mi identifico è anche uno dei miei preferiti: la pizza. Mi vedo come una pizza, nel senso buono del termine, perchè tutti gli ingredienti sono ben visibili e perchè la pizza è buona se gli ingredienti sono freschi e genuini. La pizza, soprattutto con verdure, é un piatto alla portata di tutti, senza troppe pretese, semplice e spontaneo. Poi ogni tanto non escludo di essere anche un pò “‘na pizza”.


Se aprissi un ristorante che tipo di cucina e ambiente avrebbe?

Non ho dubbi su come sarebbe il mio ristorante, di fatto sarebbe un allargamento della mia eco-cucina. Immagino uno spazio con una grande cucina al centro, dove le portate cambiano ogni giorno. Chiunque potrebbe vedere le materie prime, ma anche le tecniche usate. Vorrei al massimo una trentina di coperti. Userei solo prodotti di stagione e a filiera cortissima e farei una cucina prevalentemente vegetale con tanti piatti a base di ortaggi, cereali e legumi di cui utilizzerei tutto, anche le parti meno nobili. Nel menù non ci sarebbe nessun pesce in via di estinzione e pochi prodotti animali solo da allevamento biologico. Difficilmente mangereste due volte lo stesso piatto…esattamente come succede ogni giorno nella mia cucina.

Cosa ti ha spinto ad aprire un blog di cucina ecosostenibile?

Dopo 8 anni di sperimentazione solitaria su come ridurre l’impatto ambientale ai fornelli e azzerare gli sprechi mi sono detta che era ora di condividere le mie idee e scoperte con più persone possibile. Ci ho messo un pò a decidermi ad aprire Ecocucina.org perchè ero convinta di essere negata, comunque un po’ di tempo mi é servito per imparare. Non è un caso che il mio blog sia di cucina sostenibile visto che mi occupo di ambiente da 15 anni e che la cucina è da sempre la mia più grande passione insieme a quella per la scienza.

Che cosa mi cucineresti se venissi a cena a casa tua? 🙂

Ti preparei un menù in lavastoviglie così mentre la cena cuoce potremmo chiacchierare in tranquillità e non dovrei star dietro ai fornelli. La cottura a bassa temperatura in lavastoviglie permette di ottenere profumi, gusti e consistenze sorprendenti per cui sono certa ti piacerebbe.

lisa cucina con la lavastoviglie
lisa cucina con la lavastoviglie

Quanto pensi siano importante la tecnologia e i social oggi per diffondere il blog, i libri, gli eventi food?

I principali social network che utilizzo sono Twitter, Facebook e Instagram e insieme al mio blog Ecocucina.org sono i miei principali alleati nella diffusione delle mie idee. In realtà cerco di utilizzare tutti i canali disponibili per diffondere la mia filosofia di cucina. Anche la televisione mi permette di ampliare questo pubblico. La rubrica che da due anni ho su Rai1 il sabato mattina mi fa arrivare anche a quel pubblico che non utilizza internet e social. Il programma realizzato con Gambero Rosso mi ha permesso di raggiungere la nicchia di appassionati ed esperti di cucina. I miei libri (Ecocucina, Cucinare in lavastoviglie e La cucina a impatto (quasi) zero) e le mie rubriche su testate come Valore Alimentare mi mettono in contatto con persone molto sensibili al tema salute e sostenibilità. I miei follower di twitter sono utenti evoluti e attenti alle nuove tendenze. Infine il mio gruppo Ecocucina su Facebook mi permette di avere un contatto e un coinvolgimento diretto dei miei lettori potendo raccogliere le loro idee e discutere temi di interesse.

Ci lasci i tuoi link preferiti dedicati al mondo della cucina?
Sul mio blog nella sezione Libri&Siti tengo aggiornato l’elenco delle segnalazioni di libri, film e siti che mi riguardano l’alimentazione e la cucina sostenibile.
Come applicazioni al momento vi consiglio: Pollution, Virtual water, Impronta ecologica, CO2 calculator, Econsigli, Inewzgreen.

Per ultimo un consiglio che ti senti di dare per iniziare ad avere un approccio più ecologico in cucina.

Quando andate a fare la spesa, scegliete, per i prodotti che consumerete a breve, quelli con la data di scadenza vicina (es. lo yogurt). Già questo semplice gesto permetterebbe di ridurre gli sprechi della grande distribuzione dove tonnellate di cibo ancora buono e non ancora scaduto diventano invendibili e quindi rifiuto. Secondo consiglio imparare a usare il 100% di frutta e verdura, comprese le parti meno nobili. Terzo, per un’impronta ecologica più leggera riducete progressivamente il consumo di prodotti animali aumentando quello di legumi, ortaggi, frutta, cereali, alghe e semi.

di Francesca Gonzales