Stalking, l’incapacità di accettare un rifiuto

In vista del 25 novembre, Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne, gli psicologi parlano di cos'è lo stalking.

Cos’è lo stalking? Ne parlano gli esperti dell’Ordine degli Psicologi della Regione Emilia Romagna, in vista del prossimo 25 novembre, Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne. Le forme di aggressività e di violenza che purtroppo sono spesso protagoniste di fatti agghiaccianti di cronaca nera nella maggior parte dei casi nasce dall’incapacità di affrontare un rifiuto, dall’incapacità di non riuscire a staccarsi da una vita affettiva che era stata immaginata perfetta. Lo stalking è forse una delle forme più subdole e più diffuse della violenza sulle donne.

violenza sulle donne

Solamente facendo ai dati che fanno riferimento all’Emilia Romagna dal 2013 al 2016, tra i reati commessi contro le donne nella regione, le denunce di stalking rappresentano il 23% del totale. L’Ordine degli Psicologi della regione vuole, proprio in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della Violenza contro le Donne, ci permette di analizzare il fenomeno, dando anche indicazioni utili su come affrontare un caso di stalking.

Cos’è lo stalking

Lo stalking altro non è che una forma di violenza e di aggressione, che può essere psicologica e anche fisica, che ha come scopo ultimo quello di annientare la volontà di chi ne è vittima. Le donne di solito arrivano a non riuscire più a resistere a quelle che sono delle vere e proprie persecuzioni, da parte di persone con cui magari hanno già avuto una relazione di qualche natura, anche se spesso si tratta di persecutori che cercano di prendere contatto con la vittima. In alcuni casi si parla addirittura di vendetta.

Stalking

Lo stalker, secondo gli esperti, può soffrire di disturbi psichici dei quali non è a conoscenza. Di solito i meccanismi messi in atto sono gli stessi di una persona che soffre di dipendenza affettiva. Invade la vita delle vittime, è una persona insistente, non può stare lontano dalla persona e non riesce ad accettare il rifiuto di quest’ultima, arrivando persino a negare la realtà dei fatti.

Di solito le vittime sono donne, ma non necessariamente ha fatto parte della vita affettiva del suo persecutore.

Cosa fare in caso di stalking

Anna Ancona, Presidente dell’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna, spiega come affrontare uno stalker:

Bisogna sempre resistere alla tentazione di convincere il proprio persecutore a fermarsi. Soprattutto se si tratta di una persona che ha bisogno di cure, le risposte possono essere interpretate come un preciso interesse e rinforzare il suo agire: divengono segnali di attenzione. Anche la restituzione di un regalo, una risposta negativa a una telefonata o a una lettera vanno evitati. I contatti dovrebbero essere interrotti immediatamente dalla vittima, perché altrimenti potrebbero alimentare il comportamento persecutorio, favorendone un crescendo devastante“.