“Adesso basta” Garlasco, arriva l’inaspettato annuncio della procura che mette un punto a tutto
La Procura di Pavia ribadisce l'importanza di attendere comunicazioni ufficiali sull'omicidio di Chiara Poggi, mentre le indagini si concentrano su un Dna maschile non identificato.
La vicenda dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007, continua a mantenere alta l’attenzione pubblica e mediatica, a distanza di diciotto anni dal tragico evento. L’andamento delle indagini ha suscitato un acceso dibattito, con numerose speculazioni e interpretazioni varie. In questo contesto, il Procuratore di Pavia, Fabio Napoleone, ha rilasciato una dichiarazione per chiarire la posizione della Procura e ribadire che ogni commento non supportato da comunicazioni ufficiali deve essere considerato infondato. Le indagini, infatti, sono ancora in corso e i magistrati preposti si esprimeranno solo al termine delle attività investigative.

Le indagini si concentrano attualmente su un profilo genetico maschile, identificato su una garza non sterile utilizzata per prelevare materiale biologico dalla vittima. Questo campione, noto come “ignoto 3”, rappresenta un elemento chiave per gli inquirenti, poiché si tratta di Dna estraneo ai soggetti già identificati nel corso delle indagini. La Procura, insieme ai carabinieri, sta lavorando per determinare se si tratti di una contaminazione avvenuta durante le operazioni autoptiche o se, al contrario, rappresenti un segnale di un possibile coinvolgimento in questo omicidio.
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La genetista Denise Albani è stata incaricata di coordinare gli aspetti tecnici delle indagini, sotto la supervisione del gip Daniela Garlaschelli. Le analisi condotte dalla Albani hanno portato alla luce due campioni: uno di essi contiene tracce di Dna anche dell’infermiere presente durante l’autopsia, mentre il secondo presenta una traccia non identificata. Quest’ultima fase dell’indagine non seguirà un approccio generalizzato, ma sarà condotta in maniera graduale. Inizialmente saranno esaminati gli operatori che erano presenti nelle fasi immediatamente successive al ritrovamento del corpo di Chiara. Successivamente, si estenderanno i tamponi mirati ai contatti più ristretti di Chiara Poggi, del fratello Marco e dell’amico Andrea Sempio, attualmente accusato di omicidio in concorso.
La scoperta di questa traccia biologica ha complicato ulteriormente la situazione. Se l’origine della traccia non fosse da attribuire a una contaminazione accidentale, le indagini si allargherebbero includendo anche compagni di liceo, amici di famiglia e chiunque abbia avuto accesso alla casa di via Pascoli, dove Chiara è stata uccisa. È significativo che la giovane abbia aperto la porta a chi l’ha aggredita, suggerendo che l’assassino potrebbe essere stato una persona di fiducia. Questo aspetto spinge gli inquirenti a proseguire le verifiche genetiche, attualmente sospese, ma destinate a riprendere a breve con l’incidente probatorio.
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha commentato l’andamento dell’indagine, esprimendo preoccupazione per la possibilità di un errore giudiziario. Nordio ha sottolineato che Alberto Stasi, ex fidanzato di Chiara, ha già scontato dieci anni di carcere per una condanna definitiva, dopo essere stato in un primo momento assolto. Le sue parole suggeriscono che un terzo soggetto potrebbe emergere dalle indagini, il che renderebbe ancora più complesso il già difficile percorso giudiziario. Con interrogativi irrisolti e nuovi elementi in fase di accertamento, il caso di Chiara Poggi continua a sollevare interrogativi sulla giustizia e sul suo funzionamento, rimanendo un tema di discussione nella coscienza collettiva.