L’orrore dietro al mercato della carne di cane

La storia di Noun e di come è stato salvato dal mercato della carne di cane

Oggi vogliamo raccontarvi di un video che ha preso d’assalto internet e che parla di un grande uomo che ha salvato un povero cane da un macello cambogiano. Purtroppo questo mercato della carne di cane sta prendendo sempre più piede e nessuno, nonostante le continue lotte, riesce a fermarlo!

Questo filmato, purtroppo, ci da un assaggio dell’orrore che si nasconde dietro tanta crudeltà. Lo scopo è quello di aumentare la consapevolezza del mondo, ma prima che continuiate a leggere, vogliamo avvertirvi che le immagini potrebbero turbare la vostra sensibilità, quindi se siete facilmente impressionabili, vi consigliamo di non continuare la lettura! Solo un paio di settimane fa, Mongrel Noun, un cane di famiglia di 7 anni , è stato prelevato da casa come forma di pagamento della sua famiglia. Purtroppo quest’ultima doveva tantissimi soldi al proprietario di un macello di carne di cane, che aveva prestato loro dei soldi, per saldare dei debiti di gioco. Purtroppo non sono riusciti ad evitare il sequestro di Noun, ma non hanno smesso di lottare per salvarlo. Una volta che l’uomo è uscito dalla loro casa, questa famiglia ha contattato un famoso attivista che dedica la sua vita a salvare gli animali, Michael Chour. Quest’ultimo è il fondatore di un ente di beneficenza di soccorso, che ha lo scopo di alleviare e porre fine al commercio di carne di cane e gatto, che purtroppo coinvolge la Cambogia. Questo grande uomo si è recato subito da Noun per trattare con i suoi commercianti. “Non puoi essere agitato e iniziare un combattimento, perché queste persone sono pericolose. Questo è un posto molto pericoloso, gestito dalla mafia locale. Dovevo cercare di negoziare per ottenerlo gratuitamente piuttosto che comprare il cani, finanziando il mercato”, ha spiegato l’attivista.


Quando Micheal è arrivato lì, ha trovato Noun legato ad un muro, con il suo guinzaglio, in modo che non potesse muoversi. La cosa peggiore, è che era rinchiuso in un sacco di plastica, gli avevano lasciato fuori solo la testa, per farlo almeno respirare. Il povero cane era terrorizzato.

Gli avevano spezzato i denti, in modo che non potesse reagire. “Il macello era sporco, era coperto di parti del corpo di cani su tutto il pavimento, c’era il personale che faceva a pezzi i cani, altri cani bolliti e il loro corpo gettato sul pavimento.”

“Stavano uccidendo e processando centinaia di cani al giorno e i cani vivi erano tenuti in una gabbia sul retro del macello, in attesa del loro destino. Puzzava di morte. Era peggio dell’inferno”.

Fortunatamente Micheal è stato in grado di salvare Noun e lo ha portato subito dal veterinario, dove riceverà le cure necessarie e rimarrà fino alla completa guarigione. Il video del macello di Chour, è stato diffuso come promemoria sul fatto che, sebbene la tradizione di macellazione di cani / gatti sia profondamente radicata in alcune culture, non rende la cosa giusta e bisogna trovare un modo per fermarla!

Noi continueremo ad aumentare la consapevolezza e ci auguriamo che queste immagini dimostrino lo schifo che c’è in certi parti del mondo e possa scatenare la rabbia di chi abbia il potere di fare qualcosa!

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