Se passeggiando sulla spiaggia noti questo animaletto faresti meglio ad allontanarti subito: ecco cosa può fare

Molti pescatori, soprattutto siciliani, hanno notato un aumento significativo della presenza di vermocane negli ultimi anni.

Riusciremo a sbloccare una nuova paura anche questa estate invece di viverla in maniera spensierata? Lo sappiamo, suvvia, la prudenza non è mai troppa. E anche stavolta è bene informarsi su tutto, ma proprio su tutto, anche su quegli organismi che sembrano innocui ma risultano molto pericolosi. Qui, però, a “sprizzare minaccia” da tutti i pori ci pensa un verme che tutto sembra tranne che innocuo (a partire dal suo nome!): il vermocane.

Vermocane

Il vermocane ed è uno di quei vermi marini che si sono diffusi a causa dell’aumento delle temperature. Pensate che sta diventando un serio problema nel Sud Italia. Questi vermi minacciano sia le specie marine protette, come i coralli, sia i pescatori, che possono ritrovarsi con le reti letteralmente saccheggiate da un momento all’altro.

Vermocane

Di fronte a questa situazione, i biologi dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs) di Trieste hanno aperto laboratori a Panarea e Milazzo (due importanti località siciliane tirreniche) per studiare in dettaglio questa specie.

I vermocane, noti scientificamente come Hermodice carunculata, sono originari del Mediterraneo e in passato la loro popolazione era controllata. Tuttavia, per colpa delle anomale ondate di calore degli ultimi anni, i vermocane si sono moltiplicati rapidamente e stanno causando danni non indifferenti per diversi sistemi.

Michela D’Alessandro, insieme ai suoi colleghi dell’Ogs, sta conducendo uno studio su questa specie. In passato, i vermocane erano comuni solo nel canale di Suez, ma ora, con il riscaldamento delle acque del Mediterraneo, sono diventati numerosi nei mari tra Sicilia, Calabria e Puglia, richiedendo una campagna di sensibilizzazione per informare residenti e turisti su questa nuova minaccia.

Questa campagna è condotta dall’Ogs in collaborazione con diverse università e istituti di ricerca. I vermocane sono colorati e lunghi mediamente tra i 20 e i 30 centimetri, ma talvolta possono raggiungere anche il metro di lunghezza. Non si sa quanto possano vivere, ma il più anziano esemplare osservato finora aveva otto anni. Questi vermi hanno delle setole contenenti tossine urticanti che possono causare edemi e pruriti. Le loro tossine sono attualmente oggetto di studio scientifico.

Roberto Simonini, fisiologo dell’Università di Modena e Reggio Emilia, ha isolato le sostanze tossiche prodotte dai vermocane. Simonini spiega che le punture di questi vermi possono causare bruciore e dolore, specialmente se in zone con una pelle più sottile, come i polsi. I pescatori, spesso già adesso, sperimentano le punture quando devono liberare le reti. Anche i pescatori, infatti, hanno notato un aumento significativo della presenza di vermocane negli ultimi anni.