Alla messa di Natale rifiuta il segno di pace a un ragazzino perché di colore

È accaduto ad Erba, in provincia di Como.

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Almeno nel giorno di Natale – appena passato – tutti dovremmo provare ad essere più buoni. Quanto accaduto, però, in una chiesa di Erba, in provincia di Como, è la prova che un buon cristiano non è chi va semplicemente a messa. Come nel caso di un uomo che si è rifiutato di stringere la mano a una ragazzino, durante il momento dello scambio del segno di pace, perché ha la pelle nera.

Alla messa di Natale rifiuta il segno di pace a un ragazzino perché di colore

La storia è stata raccontata su Facebook da Maria Luisa Testori, zia del giovane: “Durante la messa di Natale, mio nipote Francesco figlio di un italiano e di una keniota, si è visto rifiutare il segno della pace da un uomo vicino di banco con l’aggravante di questa frase: ‘Io a quelli di colore la mano la do per ultimo’… per poi in realtà non averla data per niente… neanche come ultimo. Vi lascio solo immaginare come si è sentito…”.

razzismo

Maria Luisa ha aggiunto che “certa gente è meglio che in CHIESA non ci vada per niente, sarebbero più coerenti con le loro idee! Questi sono anche quelli stessi che fanno lotte assurde per i crocefissi nelle classi, per i presepi, per la tradizione esasperata… quale tradizione devono difendere se poi feriscono in questo modo un bambino? Se avete voglia lasciatemi un commento che gli farò leggere per fargli sentire che non tutti gli adulti sono razzisti”.

Alla messa di Natale rifiuta il segno di pace a un ragazzino perché di colore

Maria Luisa, che ha condiviso anche la foto del minore, sta ricevendo centinaia di commenti da ogni parte d’Italia. Scrive Silvio: “Io se ti trovo ti abbraccio altro che stretta di mano! Ma questo fuori dalla chiesa perché non devo dimostrare nulla”. E Susanna: “Caro Francesco, ti chiedo scusa a nome di questa persona che non conosco. Ti prego non lasciare che questa brutta esperienza ti segni. Se un giorno passerò da Erba sarei onorata se tu volessi scambiare con me un segno di pace. Ti auguro tanta felicità! Un saluto a tua Zia – grazie per averci dato la possibilità di dimostrare il nostro dissenso verso questo gesto –  e ai tuoi genitori. Coraggio! Felice Anno Nuovo!”.