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Aosta, paziente punto da un ragno violino in ospedale perde la vita dopo tre infezioni

Ad Aosta un paziente è morto dopo essere stato punto da un ragno violino in ospedale e aver contratto tre infezioni

Ernesto Mantovanelli era un uomo di 63 anni, con un passato come paracadutista della Folgore e presidente dell’Associazione Disabili Valle d’Aosta. Il 14 gennaio 2020 è morto: mentre si trovava ricoverato all’ospedale Parigi di Aosta è stato morso da un ragno violino. E dopo tre infezioni, purtroppo, è venuto a mancare.

I famigliari di Ernesto Mantovanelli vogliono vederci chiaro sulla morte dell’ex paracadutista della Folgore: hanno deciso di avviare una causa civile nei confronti dell’ospedale Parini di Aosta per la morte del loro congiunto, per capire cosa sia successo.

Il 63enne si trovava ricoverato in ospedale perché soffriva di grave insufficienza renale. Proprio all’interno della struttura è stato morto da un ragno violino e le sue condizioni, già delicate e gravi, si sono ulteriormente aggravate.

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Ernesto Mantovanelli ha dovuto passare un calvario fatto di tre infezioni e altre complicazioni, fino alla morte sopraggiunta il 14 gennaio 2020. Il ragno violino lo aveva infatti morso a settembre 2019, nel reparto di Nefrologia del Parini di Aosta.

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Alla stampa il figlio Christian ha persino raccontato che una dottoressa avrebbe confidato loro che non era il primo paziente punto da un ragno all’interno della struttura del nosocomio.

Dopo una prima infezione curata è stato dimesso, ma poi è tornato in ospedale per un’altra infezione, da stafilococco.

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Guarito anche questa volta, durante un’altra dialisi una terza infezione da stafilococco da epidermide gli ha provocato un’infezione al sangue che lo ha portato alla morte.

“Mio padre è morto nel giro di poche ore. La mattina avevo parlato con il fisioterapista e mi aveva detto che la visita era andata bene, che stava migliorando. Poi il pomeriggio ci ha lasciati. Siamo consapevoli del fatto che fosse un paziente a rischio, era dializzato da dieci anni, ma contrarre così tante infezioni in ospedale, fino alla morte, fa riflettere”.

Ora i famigliari pensano di avviare una causa civile.

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