Avezzano, bambino disabile lasciato senza mangiare e con il pannolino sporco, a scuola.

TANTA RABBIA: Mamma di un bambino disabile di 9 anni viene contattata dalla scuola per un "problema con suo figlio". Si reca subito da lui, ma si ritrova davanti ad una scena molto triste. Ecco cosa è successo.

Lo spiacevole episodio è avvenuto in una scuola di Avezzano, una città in provincia de L’Aquila. E’ stata riportata sul giornale locale Marsicalive e sta lasciando dietro di se, una scia di rabbia. A denunciare l’accaduto, è stata una mamma di un bambino disabile di nove anni. Il piccolo, portatore di peg (gastronomia endoscopica percutanea), ha bisogno di assistenza continua e di aiuto per mangiare e per il cambio del pannolino, che è costretto ad indossare.

Di certo la sua disabilità non dovrebbe renderlo diverso dagli altri compagni di scuola, ecco perché ciò che è accaduto all’interno della scuola di Avezzano, che frequenta, è stato definito vergognoso.

La mamma ha spiegato che, come ogni anno, prima dell’inizio della scuola, si è rivolta al Comune della città, già a conoscenza della situazione del bambino, così come la scuola, per richiedere un operatore sociosanitario, che si sarebbe dovuto prendere cura di suo figlio, durante l’anno scolastico.

“La scuola è iniziata il 12 settembre e la mia richiesta è stata presa in esame dopo il 18”, ha raccontato la donna. “Anche se in ritardo, credevo che il problema fosse stato risolto. Invece, questa settimana sono stata chiamata per firmare i documenti”, ha continuato.

Qualche mattina fa, la donna ha ricevuto una brutta sorpresa. E’ stata contattata dalla scuola, che l’ha informata che l’operatore sociosanitario, non era ancora arrivato. Senza aspettare nemmeno un secondo, si è recata alla scuola, non immaginando di ritrovarsi davanti una scena del genere.

Suo figlio aveva il pannolino sporco, nessuno si era preoccupato di controllarlo e di cambiarlo. In più, consapevoli che non fosse capace di mangiare da solo, avevano servito il pranzo a tutti gli altri alunni, compreso lui, che però lo aveva ancora davanti, ormai gelato.

La mamma è dovuta rimanere a scuola a dare da mangiare a suo figlio.

“Ero arrabbiata, delusa, affranta. Ho anche chiamato i Carabinieri, che si sono subito attivati per farmi parlare con qualcuno.  Dal Comune ho avuto la rassicurazione che oggi partirà il servizio per mio figlio. D’ora in avanti sarò intransigente, perché mio figlio è un bimbo come gli altri. Ha difficoltà che richiedono una cura particolare, ma questo non vuol dire che debba essere trattato con superficialità o leggerezza”. 

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