Bambina di tre anni si sente male, ma la guardia medica si rifiuta di visitarla

Bambina di 3 anni si sente male, ma la guardia medica si rifiuta di visitarla. Il nonno della piccola si infuria e chiama i Carabinieri. Il medico allora spiega le sue ragioni.

L’episodio, che ha indignato molte persone, si è verificato un paio di mattine fa, a Scanno, in provincia de L’Aquila (Abruzzo). Una bambina di circa tre anni, ha iniziato a non sentirsi bene, presentando dei problemi a respirare. Suo nonno, preoccupato, si è recato in ambulatorio, ma qui, la guardia medica si sarebbe rifiutata di visitarla, non permettendole addirittura di entrare nell’ambulatorio.

L’uomo si è infuriato ed ha deciso di denunciare il medico per omissione di soccorso, richiedendo l’intervento dei Carabinieri.

A quanto sembrerebbe però, dietro al rifiuto di quel medico, ci sarebbe una direttiva obbligatoria presa dai dirigenti amministrativi dell’Asl Avezzano-Sulmona L’Aquila.

Secondo questa decisione, le guardie mediche non possono più fare visite in ambulatorio, ma soltanto a domicilio, per interventi di estrema urgenza.

“Il medico di guardia a Scanno non si è rifiutato di visitare la bambina, ma è stato costretto a non effettuare il controllo ambulatoriale per effetto della determina emanata dal direttore amministrativo dell’Asl 1 Abruzzo, Pierpaolo Falchi, in data 19 febbraio 2019”, è quanto è stato dichiarato dal delegato della Federazione dei Medici di Medicina Generale, Amedeo Tagliaferri, di fronte a tanta polemica.4

Perfino il Sindaco, ha deciso di intervenire, per provvedere a ripristinare il servizio delle guardie mediche negli ambulatori.

E’ stato inoltre spiegato, che se succede qualcosa al paziente, durante quella visita in ambulatorio, con questa direttiva, a rimetterci è lo stesso medico, poiché in quella situazione, non è coperto dall’Asl.

Le guardie mediche del posto, hanno già scioperato davanti a tale situazione ed hanno già indetto un ulteriore sciopero per i prossimi 17, 18 e 19 luglio.

La guardia medica dovrebbe essere a disposizione del paziente e dovrebbe poter visitare sempre, senza dover discriminare le più o meno urgenze.

La piccola alla fine, è stata visitata e le è anche stata prescritta una cura antibiotica, ma la vicenda, continua a far parlare…

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